Museo di San Marco. Uno spazio da vivere

Il pensiero principale che deve accompagnare il visitatore è quello della riflessione…

Museo di San Marco. Uno spazio da vivere

Il pensiero principale che deve accompagnare il visitatore è quello della riflessione…

Museo di San Marco. Uno spazio da vivere

Il pensiero principale che deve accompagnare il visitatore è quello della riflessione…

Museo di San Marco. Uno spazio da vivere

Il pensiero principale che deve accompagnare il visitatore è quello della riflessione…

Museo di San Marco. Uno spazio da vivere

Il pensiero principale che deve accompagnare il visitatore è quello della riflessione…

Museo di San Marco.
Uno spazio da vivere

Intervista di Luca Violo a Marco Mozzo

Il pensiero principale che deve accompagnare il visitatore è quello della riflessione interiore. San Marco non è un luogo da attraversare con l’intento di consumare velocemente l’esperienza, ma uno spazio da vivere, come se fosse ancora il convento che ospitava i frati domenicani. Ogni angolo del convento, ogni cella, ogni affresco, è stato pensato per stimolare la meditazione silenziosa e la contemplazione profonda. Il visitatore dovrebbe avvicinarsi a questo luogo con l’idea di sospendere il frastuono del mondo esterno e farsi guidare dalle immagini e dalle atmosfere per entrare in contatto con una dimensione più intima e spirituale.

Carlo Fazzina e il presepe come teatro della vita

di Roberta Catello

Il collezionismo presepiale a Napoli, fin dalla sua comparsa in epoca barocca ha avuto connotazioni molto peculiari, sempre in bilico tra esigenze devozionali e ostentazione di prestigio sociale. Quando poi, intorno al primo quarto dell’Ottocento, si farà strada una nuova figura di collezionista, rappresentante del ceto medio, non più committente ma acquirente, si conclude la produzione di quella generazione di artisti che avevano contribuito a rendere “unica” la tradizione presepiale napoletana…

Bernardo Strozzi. La scena del colore

Lo stile di Bernardo Strozzi è inconfondibile nell’uso di una rapida pennellata e di luci contrastate che ben uniformano con i vivi accostamenti cromatici, che egli aveva acquisito dalla conoscenza del manierismo senese, dall’opera di Federico Barocci e dai maestri del manierismo lombardo come Giulio Cesare Procaccini e il Cerano. Il contrasto tra luci e ombre è un omaggio all’opera di Orazio Gentileschi, mentre la grande libertà di tocco e il colore caldo e brillante nasce dall’incontro con la luce nordica di Pietro Paolo Rubens…

Il grande collezionismo premia l’aurea effige di Giovanni II Casimiro Vasa

Il re di Polonia e Granduca di Lituana Giovanni II Casimiro Vasa (Cracovia 1609 – Nevres 1672),  fu un appassionato collezionista di dipinti olandesi e fu patrono del pittore Daniel Schultz. Gran parte dei dipinti del re venne acquisita negli anni ’60 del Seicento tramite Hendrick van Uylenburgh, un agente di Amsterdam, e poi di suo figlio Gerrit van Uylenburgh. Tra i dipinti di Rembrandt, Rubens, Jordaens, Jan Brughel il Giovane, Guido Reni e Jacopo Bassano…

Ciro il Grande contro Tomiri. In un arazzo la vendetta si mostra nella fulgida bellezza

Gli arazzi, i quadri di stoffa, simboli dell’aristocrazia europea tra il XV e il XVII secolo assolvevano alla doppia funzione di protezione dal freddo e di magnificenza dei fasti di chi li possedeva. Nell’asta di Tappeti e Tessuti Web-Live del 5 novembre sarà esitato un bellissimo arazzo storico di Bruxelles della bottega di Jan van Tieghem, con l’attribuzione della realizzazione a Michel Coxcie raffigurante la storia di Ciro il Grande, in particolare la scena in cui Ciro sconfigge Spargapise in un accampamento militare (lotto 45, aggiudicato a 38.500 euro).Una storia che racconta l’acerrima disputa tra Ciro il Grande e la regina Tomiride, madre di Spargapise.