287 Views |  Like

Caffè per l’Ammiraglio?

Talleyrand diceva che chi non era nato prima della Rivoluzione Francese non poteva conoscere la vera dolcezza del vivere: riferendosi, è ovvio, al lusso ed alla eleganza suprema che caratterizzavano la vita di tutti i giorni delle élite.

E davvero lussuoso è questo tȇte à tȇte da colazione che, cosa non da poco, è ancora conservato nel suo cofanetto originale. Realizzato nella manifattura imperiale delle porcellane di Vienna sotto il regno dell’illuminista, forse più che illuminato, imperatore Giuseppe II (figlio della grande Maria Teresa) si ispira alle porcellane francesi di Vincennes – Sèvres: probabilmente deriva dai cosiddetti “déjeuner tiroirs”, come erano denominati a Sèvres i serviti da caffè che utilizzavano un vassoio rettangolare.

Il “fond caillouté” su fondo blu qui usato è anch’esso ispirato alle porcellane prodotte nella manifattura francese dopo il 1755 e imita una superficie decorata a sassolini o coralli (vermiculé), un esempio delle passioni scientifiche dell’epoca e dell’influenza esercitata sul gusto dai trattati di mineralogia che si andavano pubblicando durante il secolo dell’Illuminismo.

Ma al di là della sua eleganza e qualità, questo sofisticato insieme è affascinante per le probabili ragioni che ne hanno ispirato la realizzazione: decorato con riserve dipinte a vedute di navi in battaglia, il servito è probabilmente legato ad una committenza importante. Si tratta forse del ricordo di una battaglia navale con partecipazione austriaca? Doveva fissare nella porcellana la gloria militare di un ammiraglio? O, ancora, sancire con un dono i legami tra due alleati? Qualunque sia la risposta, si tratta di un oggetto davvero intrigante, e di una struttura decorativa che doveva essere molto considerata all’epoca: non per nulla il nostro servito è di una qualità e di un gusto vicini al tȇte à tȇte (oggi a Firenze al Museo delle Porcellane di Palazzo Pitti) eseguito intorno al 1770 per un’altra cliente di qualità, l’arciduchessa Maria Luisa di Asburgo – Lorena.