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Bianco e blu, un decoro evergreen da oltre sei secoli

Tra tutti i tipi di decorazioni nella storia dell’evoluzione della porcellana cinese, quella bianca e blu è sicuramente la più apprezzata e più longeva.

Il blu era già sperimentato come singolo colore nell’epoca Dinastia Tang e Yuan ma è solo un pò prima dell’inizio della dinastia Ming (inizio 14 secolo) che fu usato come colore di decorazione sotto smalto, in Cina e successivamente esportato nei vicini Giappone e Korea ed infine in Europa.

L’ispirazione arrivò dal frutto degli scambi commerciali con il vicino Medio Oriente, più precisamente con la Persia, il cobalto veniva lì acquistato, dove questa tipologia di decoro era già diffusa.

 I cinesi osservarono e sperimentarono e nella città di Ching-te Chen iniziarono la produzione: elaborarono una porcellana diversa da quella Medio orientale e si differenziarono nella tecnologia e nell’utilizzo del colore perfezionando il risultato nel corso di un tempo relativamente breve. Impararono a pulire dalle imperfezioni il cobalto, dovute alla presenza di manganese e ferro, ed impararono a diluirlo così se all’inizio le decorazioni tendevano ad un blu scuro, pian piano raggiunsero il massimo splendore di un brillante blu nell’epoca Transizione e Kangxi (1622-1662). La destrezza cinese fu anche quella di verniciare con uno smalto trasparente l’oggetto affinché in cottura e nel corso del tempo il colore si mantenesse sempre tale e non sbiadisse o si consumasse. Solo durante la tarda Dinastia Qing si sviluppo anche il decoro non sotto smalto.

Come per ogni altro tipo di decorazione la produzione si differenziava tra oggetti per la Corte e per l’esportazione. Ad oggi i pezzi più rari sono quelli che concernono l’inizio della produzione.

L’esportazione di porcellane bianche e blu iniziò subito e perdurò nei secoli ed in Europa riscosse molto successo ispirando anche le tardive produzioni autoctone.

Nella prossima asta di Arte Orientale di Wannenes, potrete ammirare un’ampia scelta di porcellane decorate sottosmalto bianche e blu appartenenti a collezioni private italiane rappresentanti le epoche di massimo fulgore come transizione, Kangxi e XVIII secolo, come ad esempio due piattini in porcellana bianca e blu riferibili all’epoca Transizione (1620-1661) (lotto 42, stima 800 – 1.200 euro), un raro e bel vaso a balaustra in porcellana bianca e blu sottocoperta, del periodo Kangxi (1662-1722), con il marchio a sei caratteri Chenghua (lotto 88, stima 10.000 – 15.000 euro) e un raro piatto per esportazione in porcellana bianca e blu sottosmalto, su disegno Pronk, Arbour, circa 1740 (lotto 108, stima 2.000 – 3.000 euro).