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Arte Orientale

di Alessandra Pieroni

Da alcuni anni l’arte orientale da segmento di nicchia ha assunto una dimensione globale nel mercato dell’arte, in conseguenza di una curiosità collezionistica cinese e dei mercati asiatici in generale che è proporzionata alla loro straordinaria ascesa economica e finanziaria. Non stupisce che il 2014 per l’Arte Orientale sia stato ottimo sia come risultato, ma soprattutto per le prospettive di sviluppo di un mercato che non è solo effervescente ma anche e soprattutto è consapevole delle proprie scelte.
Esemplare a questo riguardo è un masso di giada bianca finemente intagliata con inclusioni ruggine della dinastia Qing, epoca Qianlong (1736 – 1795) che rappresenta una collina con pagode e terrazze tra alberi di pino e due immortali battuto a 272.800, e da una rara scatola in lacca policroma decorata con crisantemi, firmata ‘Yan Mao Zao’ e riferibile alla dinastia Yuan (1279-1368) esitata a 105.400 euro. Una grande e importante scultura in legno laccato, Cina, epoca Ming, XIV secolo, raffigurante Avalokitesvara, la divinità buddhista più venerata, proveniente da una nobile famiglia meridionale che l’aveva acquistata dal grande antiquario Eskenazi nel 1974 è stata battuta a 74.400 euro. Un raro schermo circolare in giada intagliata, Cina, dinastia Qing, epoca Kangxi (1662-1722), ha infine raggiunto 62.000 euro.