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Arti Decorative e Design

di Andrea Schito

Le Arti Decorative e il Design del XX secolo anche per il 2014 confermano la loro vocazione internazionale di un collezionismo globale attratto dal design italiano sia dei grandi maestri che di anonime manifatture che dagli anni Trenta ha dato un contributo di raffinata creatività alla storia del disegno industriale. Gli anni Cinquanta ad esempio sono il decennio d’oro dell’Italia che si risolleva dai disastri della guerra. Industria e creatività sono parte di un progetto comune, volto a consolidare quella fiducia che nel decennio successivo porterà al boom economico. Il design italiano in questa decade emerge come realtà imprenditoriale che unisce con fantasia eccellenza artigianale e serialità.
Un raffinato cassettone in legno di faggio e ottone di Gio Ponti – superbo interprete di flessibilità dell’estro creativo alla produzione seriale – realizzato negli anni ’50 per Giordano Chiesa è stato battuto a 34.720 euro.
Nel 1935 le flotte riunite (Cosulich, Italia e Lloyd Triestino) commissionano a Fontana Arte una particolare lampada per le loro sedi di rappresentanza. Nacque così il Mappamondo disegnato da Pietro Chiesa, e sulla cui base vennero incisi i nomi delle tre compagnie. Contemporaneamente l’azienda milanese produsse una serie molto limitata della stessa lampada per la committenza privata. Si conoscono in tutto meno di una decina di esemplari di questa lampada presenti in fondazioni o collezioni private: il prezioso esemplare presentato in catalogo è stato esitato a 32.240 euro. Infine, uno scrittoio toilette con piano in smalto su rame realizzato da Ico Parisi per Azucena, esecuzione De Poli, pittore Pietro Zuffi, presentato nella mostra sul design italiano di New York del 1954 è stato esitato a 17.360.