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Armando Testa. Pazzo per le idee

La pubblicità di Armando Testa è riconoscibile, efficace ma soprattutto è bella esticamente, per la sua capacità di fare promozione commerciale con intelligenza, gusto e ironia, elemento che lo ha reso veramente inconfondibile. Un mestiere nato nella scuola tipografica Vigliardi Paravia di Torino, dove il pittore astratto Ezio D’Errico gli fa conoscere l’arte contemporanea a cui il giovane e curioso Armando guarderà sempre con grande interesse, per la sua capacità di essere iconica e immediata nel trasmettere il messaggio comunicativo.

Dal 1946 lavora per importanti case come Martini & Rossi, Carpano, Borsalino e Pirelli, si impone come illustratore per l’editoria per uno stile creativamente originale, e crea un piccolo studio di grafica. Nel 1956 nasce l’agenzia Testa dedicata alla pubblicità non solo grafica ma anche televisiva.

Alcune delle aziende che si servono dell’agenzia Testa diventano ben presto leader di settore: Lavazza, Sasso, Carpano, Simmenthal, Lines. Vince nel 1958 il concorso nazionale per il manifesto ufficiale delle Olimpiadi di Roma del 1960. Nascono poi, fra gli anni Cinquanta e i Settanta, immagini e animazioni filmate per la televisione che sono rimaste nella storia della pubblicità, legati a slogan entrati nel linguaggio comune: il gioco grafico fra bianco/nero e positivo/negativo per il digestivo Antonetto (1960); le perfette geometrie della sfera sospesa sulla mezza sfera per l’aperitivo Punt e Mes, che in dialetto piemontese significa appunto “un punto e mezzo” (1960); i pupazzi conici di Caballero e Carmencita per il caffè Paulista di Lavazza (1960); Pippo l’ippopotamo azzurro per i pannolini Lines (1964); gli sferici abitanti del pianeta Papalla per Philco (1969).

Oggi l’Armando Testa è il più grande gruppo italiano di comuncazione del mondo pur rimanendo creativemente controcorrente per la sua innata capacità di rompere gli schemi con sorprendente e innovativa passione che rende un oggetto di Armando Testa unico e universale.

Nell’asta web-only di Manifesti online fino al 29 novembre 2022 sono presenti cinque lotti creati da Armando Testa che confemano la sua esplosiva e poliedrica creatività: il celeste pupazzo in gomma dell’Ippopotamo Pippo del 1966, marchiato Lines e in ottime condizioni (lotto 6, stima 100-200 euro); La serigrafia su legno raffigurante L’Ippopotamo innamorato, edita a Torino da Silk-Graf (lotto7, condizioni A, stima 350-750 euro), e quella del 1989 dall’augurale titolo Se sono rose, Fioriranno!, dove campeggia una splendida rosa rossa sorretta da una piede vivace e in movimento (lotto 20, condizioni A, stima 300-600 euro). Elegante ed asciutta la serigrafia della Facis Bernina del 1962, edita a Milano dalle Arti Grafiche dei Fratelli Pirovano (lotto 30, condizioni A, stima 400-800 euro), mentre cromaticamente entusiasmante il manifesto litografato telato intitolato I Vermuth Re dal 1786, Carpano, Punto e Mes stampato all’ombra della Mole da Silk-Graf (condizioni B, stima 1.200-2.000 euro).