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Elio Palmisano intreccia l’arte all’arte

L’atelier di Elio Palmisano rappresenta una delle poche imprese italiane ad aver realizzato un gran numero di arazzi e tappeti nel corso della seconda metà del Novecento, in sinergia con gli artisti contemporanei. Dal 1968 al 2005 circa Palmisano ha creato una collezione di quasi 320 soggetti, fra arazzi e tappeti, disegnati da artisti e designer di fama, da Giacomo Balla a Ettore Sottsass. Utilizzando le antiche tecniche artigianali di lavorazione, Palmisano è riuscito davvero a tessere lo scenario dell’arte italiana del XX secolo. Della manifattura di Elio Palmisano si è molto parlato nei quasi quarant’anni di attività, durante i quali le sue opere erano apprezzate e valorizzate soprattutto dal nuovo mondo del design.
Nato a San Michele Salentino nel 1935, il giovane Elio iniziò a “innamorarsi” dell’arte ai tempi delle scuole superiori, grazie alla passione dei suoi insegnanti di Arte, Storia e Filosofia del Liceo Classico di Francavilla Fontana che gli “hanno aperto la mente”. Terminati gli studi, raggiunse Roma con l’intento di intraprendere la carriera diplomatica. Roma però non fu che una breve sosta; poco dopo Palmisano si ritrovò a Milano, nel vivace ambiente artistico di Brera. L’incontro con alcuni importanti editori lo condusse a occuparsi della supervisione di testi d’arte destinati alla pubblicazione. Di lì a poco, e senza avere alcuna conoscenza del mercato dell’arte, aprì una sua galleria in Via della Spiga: luogo d’incontro per collezionisti e appassionati, la Galleria dell’Incisione fu per Palmisano occasione di conoscenza e confronto con illustri personaggi dell’epoca: “Nel 1962 fondai a Milano la galleria d’arte denominata “Galleria dell’Incisione” per esporre le “incisioni a puntasecca” di Umberto Boccioni che gli studiosi d’arte ritenevano disperse. È iniziata così la mia attività di gallerista. Nel corso della mia attività ho conosciuto artisti e designers (Victor Brauner, Roberto Caspani, Beppe Caturegli, Piero Dorazio, Nathalie Du Pasquier, Gianfranco Ferroni, Tihamér Gyarmathy, Friedensreich Hundertwasser, Oskar Kokoschka, Ugo Nespolo, Mario Radice, Mauro Reggiani, Beatrice Santiccioli, Ettore Sottsass, George Sowden, Mark Tobey, Luigi Veronesi,e tanti altri); studiosi d’arte (come Gillo Dorfles, Enrico Crispolti, Mario de Micheli, Marco Valsecchi, Domenico Porzio e Achille Bonito Oliva) e scrittori (in particolare Dino Buzzati, Indro Montanelli, Alberto Arbasino, Leonardo Sciascia e Giorgio Bocca”.

Le esposizioni alla Galleria dell’Incisione portavano in scena in primis le avanguardie storiche europee, dagli artisti della Secessione Viennese alla Nuova Oggettività sino ai Futuristi Italiani. Fu proprio una mostra dedicata ai maestri del Futurismo Giacomo Balla e Fortunato Depero, nel 1966, a segnare profondamente la vita di Palmisano. Il focus in quell’occasione era sui progetti di arte applicata e, grazie alle figlie di Balla, Luce ed Elica, Palmisano scoprì i disegni per tessili elaborati dal loro padre, rimasti solo allo stadio progettuale. Con l’entusiastica approvazione di Luce ed Elica, Palmisano decise di realizzare quelle opere rimaste incompiute: avvenne così l’incontro “fatale” con l’arte tessile.

Palmisano ambiva a divenire indiscusso protagonista del mondo della tessitura artistica italiana del secolo, ma questo per lui significava frequentare per la prima volta ambiti che gli erano completamente sconosciuti. Si prefisse pertanto di scoprire ogni segreto di quell’antica arte, visitando in particolar modo quei paesi che ancora ne tramandavano le ancestrali tradizioni. Partì quindi alla volta della Turchia, della Romania, dell’Afghanistan, del Pakistan, del Kashmir e della Cina, arrivando persino in Iran e Iraq. In ogni luogo dove sostava approfondiva le varie tecniche e i diversi metodi di lavoro; si soffermava a lungo per apprendere una cultura specialistica, con l’intento di acquisire tutte le abilità possibili per adattare il tessile alle forme espressive dell’arte contemporanea. Indelebili nella sua memoria i ricordi del soggiorno a Srinagar, nel Kashmir indiano.

Nell’asta digitale di Tappeti e Tessuti Antichi aperta fino a 15 novembre 2022 verrà esitato un tappeto la “Foglia della Vita” in lana tappeto foglia in lana realizzato nel 1974 circa su disegno dell’artista Ugo Nespolo e attribuito al suo celebre atelier (lotto 27, stima 3.500 – 4.000 euro).

LOTTO 27 | TAPPETO FOGLIA, UGO NESPOLO, ATTRIBUIBILE ALL’ATELIER DI ELIO PALMISANO, CIRCA 1974 STIMA € 3.500 – 4.000