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Argento oltre misura

L’argento è sempre stato simbolo del potere politico, economico e religioso delle classi sociali più elevate, materia ideale a celebrare il fasto e l’ascesa sociale di un personaggio eminente, di una dinastia o addirittura di un dominio coloniale come ad esempio la Gran Bretagna.

Nella ricca selezione di argenti che verranno esitati il 12 maggio, spiccano due oggetti che per gusto e per foggia fanno riferimento a quel glorioso periodo storico, che tanto ha dato alla storia più recente dell’argento. Il primo è un grande tankard in argento del 1901 della celeberrima ditta Lambert & Co. di Londra, dal peso di 2898 grammi e alto 28,5 centimetri, che si caratterizza per un corpo cilindrico con decorazioni floreali, poggiante su tre piedini a leone coronato con sfera, manico sagomato con presa a leone coronato, coperchio sbalzato a motivi naturalistici con badge di Carlo II e di Britannia. Dopo la restaurazione di Carlo II al trono d’Inghilterra nel 1660 vi era il desiderio di migliorare lo standard nella produzione di monete e medaglie. Furono interpellati tre maestri incisori, i fratelli John, Joseph e Philip Roettier che vennero pagati dalla Zecca Reale inglese 235 sterline. Il più grande dei fratelli divenne uno dei principali incisori del re. Oltre la medaglia di Carlo II del 1667 produsse fra le più belle monete del suo tempo, come il “Great Seal” del 1666–1667 e le medaglie d’incoronazione di Giacomo II (1685) Guglielmo III e la regina Maria II (1689).

Il secondo è una splendida giunca in argento su base di legno realizzata a Shanghai tra il 1880 e il 1900, dal peso di 4 kilogrammi e alta 58 centimetri, che nella sua imponenza si presenta a tre alberi con vele spiegate, tre figure sul ponte, due grandi remi, due cannoncini e due ancore.

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