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Porcellana. La grazia che diviene forma.

La vendita del prossimo 16 novembre, costituirà, credo, un interessante appuntamento per gli appassionati italiani e non, sia per il numero dei lotti offerti (oltre duecentocinquanta) che per la loro qualità ed anche, perché no, per il vasto range di valutazioni proposte.

Nelle nostre sale genovesi verranno disperse sia collezioni singole che lotti provenienti da varie proprietà, comprendenti porcellane italiane, europee ed orientali, maioliche (per lo più settecentesche) e terraglie oltre ad una piccola ma interessante selezione di vetri antichi.  Molte delle principali manifatture e formaci europee sono rappresentate nel catlaogo, non di rado con oggetti di notevole interesse.  Per Meissen, ad esempio, andrà citato il piatto, databile al 1745 circa, parte del noto servizio realizzato per August  Friedrich  Reichsgraf von Seydewitz (1695-1775): i Seydewitz erano stati creati baroni nel 1731 e Reichgrafen (conti del Sacro Romano Impero) nel 1743, data che ha permesso di datare il servizio.  Sempre di Meissen ricorderò la rara serie di ben dodici piccoli candelieri del 1763-1774, elegante esempio della miglior produzione di gusto rocaille nella manifattura sassone intorno agli anni Sessanta del diciottesimo secolo, riconducibile all’ultima fase del lavoro di Kaendler a Meissen: un momento nel quale i modellatori della fabbrica si adeguano al nuovo gusto con rara eleganza e maestria. Tra le porcellane di Doccia è presente l’importante e grande gruppo policromo raffigurante “Ganimede e l’aquila”, databile al 1760 -1770. Attribuibile a Gaspero Bruschi, deriva dal gruppo in bronzo del 1717 di Massimiliano Soldani Benzi, oggi al Fitzwilliam Museum di Cambridge. Esso appare nelle carte della manifattura toscana: infatti ….Gruppo rappresentante Ganimede. Del Soldani in cera con forma…. , così si legge al numero 22, pagina 21 dell’ ”Inventario dè Modelli“. Per Napoli è interessante la bella e grande figura in biscuit di Musa (databile al 1800 circa) probabilmente una delle …nove [undici] muse sedenti… citate negli elenchi della fabbrica napoletana. Fra le molte maioliche, sia italiane che di fornaci europee, ricorderò il magnifico vaso da farmacia in maiolica policroma uscito dalle fornaci veneziane di Geminiano Cozzi negli anni intorno al 1780, decorato sontuosamente a rilievo. Ma l’appassionato potrà trovare in questa vendita anche ceramiche di valutazione contenuta, ma di sicuro interesse per la storia ed il collezionismo: si guardi al piccolo gruppo in biscuit, realizzato alle fine del Settecento in una ignota manifattura francese, copia del modello di Falconet realizzato a Sèvres nel 1766: un incantevole rappresentazione ispirata alla pièce teatrale intitolata “La Bohémienne”, presentata al pubblico nel 1755.