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Picasso – Gigante della modernità

di Guido Vitali e Pier Matteo Carnaroli

Picasso ha divorato la pittura, la scultura, la ceramica, qualsiasi manifestazione d’arte che il XX secolo poteva offrire, prosciugato alla fonte tutti i segni, le forme e i colori, che i secoli precedenti avevano pazientemente raccolto fondando la cultura figurativa occidentale. Picasso il cannibale, che sperimenta dal primo all’ultimo giorno della sua frenetica e stupefacente vita, tutte le galassie della creatività umana con una passione e freschezza commovente, perché la forza vigorosa della giovinezza – come la nascita di una sorgente d’acqua – nelle infinite maturità si alimenta ossessivamente, per divenire nell’ultimo tratto della sua produzione, una travolgente cascata di idee primigenie.
L’uso della tecnica mista è la prova che il maestro di Malaga usa tutto ciò che gli serve a rendere immediatamente tangibile il suo incessante entusiasmo creativo.

Nella prossima asta milanese di Arte Moderna e Contemporanea del 24 novembre verrà esitata una tecnica mista del 1972, che ha come peculiarità di essere stata voracemente lavorata in entrambi i lati, essendo di fatto due opere distinte, dove Picasso si arrovella per cogliere il segno che lo renderà per sempre l’immortale gigante della modernità.