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DRAWING THE ITALIAN RENAISSANCE

dal 1 novembre 2024 al 9 marzo 2025

Il Rinascimento è stato fondamentale non solo dal punto di vista artistico, attraverso un rinnovato confronto con la perfezione e l’equilibrio degli antichi, ma soprattutto per una mutata percezione del valore creativo e intellettuale degli artisti, che per la prima volta vengono posti allo stesso livello dei filosofi, teologi, scienziati, poeti e letterati.  Il disegno, inteso come libero e fecondo afflato del pensiero creativo divenne centrale nell’evoluzione moderna dell’essere artista, evolvendosi da uno strumento essenziale della pratica di laboratorio a un’entusiasmante forma d’arte a sé stante.
Drawing the Italian Renaissance riunisce alla King’s Gallery di Buckingham Palace di Londra fino al 9 marzo 2025 circa 160 disegni di artisti tra cui Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello e Tiziano, oltre a nomi meno noti, per dimostrare come il disegno prosperò tra il 1450 e il 1600. Oltre 30 opere sono esposte per la prima volta e altre 12 non sono mai state esposte nel Regno Unito.
Una tradizione del collezionare disegni antichi che inizia con Carlo II, re d’Inghilterra, Scozia e Irlanda dal 1660 al 1685, fu il primo monarca britannico a collezionare disegni di maestri antichi. Oggi, nella Royal Collection ci sono circa 2.000 disegni del Rinascimento italiano, la maggior parte dei quali fu probabilmente acquisita durante il suo regno.
Durante il Rinascimento italiano, man mano che la carta diventava più accessibile e venivano introdotti nuovi materiali, il disegno divenne centrale in ogni fase del processo dell’artista. I disegni vengono creati come lavori preparatori per un’ampia gamma di progetti, da dipinti, architettura e scultura, a lavori in metallo, arazzi e costumi, nonché rari esempi di disegni creati come opere d’arte finite a sé stanti.
Raffaello fu uno dei pochi artisti rinascimentali a disegnare da una modella nuda: un esempio lo troviamo in questo strepitoso foglio vergato a gessetto rosso dove l’artista riproduce una singola modella in tre pose successive. È uno studio per le Grazie, dee della bellezza e della fertilità, per l’affresco del ciclo delle Storie di Amore e Psiche per la Villa suburbana di Agostino Chigi a Roma. La naturale perfezione di questa figura muliebre rappresenta l’idea stessa della bellezza apollinea che da quel momento diviene archetipo e paradigma nei secoli successivi, da Guido Reni a Nicolas Poussin, da Anton Raphael Mengs a Jean Auguste Dominique Ingres.
Nello studio dettagliato della testa di un chierico realizzata con superba grazia di Fra Angelico, si pensa sia stato realizzato in preparazione dei suoi affreschi nella cappella di Papa Niccolò V in Vaticano, oltre ad il foglio più antico esposto è un saggio di senza pari di una tecnica di estrema raffinatezza che sfruttando il colore arancione della carta preparata, delinea i tratti quasi scultorei dell’uomo maturo con dei sottili tratti a punta metallica, con tocchi di penna e inchiostro e leggere lumeggiature bianche.
Lo Struzzo di Tiziano – mai esposto nel Regno Unito – dove il tratto veloce e spontaneo disegnato a carboncino con un po’ di lumeggiatura a gesso bianco su carta blu – ci testimonia come l’artista non solo avesse visto l’animale vivo a Venezia – il principale porto italiano per il commercio con il Mediterraneo e il lontano Oriente – da dove l’uccello potrebbe essere stato importato come una curiosità esotica, ma che fosse capace di cogliere con estemporanea e felice destrezza qualsiasi evento che potesse alimentare la sua irrefrenabile curiosità creativa.
Un’opera sorprendente è Uno studio di costume per una maschera, di Leonardo da Vinci, circa 1517-18. Leonardo trascorse gli ultimi anni della sua vita alla corte francese e disegnò costumi fantastici per le feste tenute dal re francese, Francesco I. In questo studio stravagante, eseguito con soffice e impalpabile maestria usando gesso nero, penna e inchiostro, acquarello su carta ruvida egli dimostra le sue insuperabili capacità attraverso la ricca stratificazione di tessuti, tra cui nastri, smerli, piume, pellicce maculate e maniche e pantaloni trapuntati.
Nella Vergine con il Bambino con San Giovanni giovane di Michelangelo è immediato il senso di monumentale solidità scultorea che i suoi segni a matita nera sono capaci di evocare, e la roccia stilizzata dietro la croce del giovane San Giovanni Battista suggeriscono un progetto per un gruppo scultoreo. La finitura accurata del potrebbe indicare che si trattava di un disegno privato, forse creato come un atto personale di devozione.
Parmigianino aveva una grande affinità per i cani e questi compaiono spesso nei suoi disegni, a volte in contesti affettuosi o persino comici. In questo Studio di cani una qualità sbalorditiva per la fluidità e morbidezza del segno, si coglie una dignità notevole di questi animali, che emerge nel profilo rigoroso e gli occhi vuoti che evocano la scultura classica magnificamente realizzati con una penna e inchiostro.
Bartolomeo Passarotti, grande maestro del secondo Cinquecento emiliano, era specializzato in disegni a penna vigorosi e vistosi, e probabilmente realizzò questo grande e accurato foglio eseguito a penna e inchiostro su gessetto nero per un collezionista di Bologna. Basò ​​la posa di questo fantastico San Girolamo da una scultura di un dio fluviale del Giambologna, parte di una fontana nel Giardino di Boboli, a Firenze.
Nel 1578 Francesco de’ Medici, Granduca di Toscana, commissionò il completamento di un precedente ciclo di affreschi nella villa di famiglia a Poggio a Caiano, fuori Firenze. Sopra una porta nel Salone, Alessandro Allori dipinse le personificazioni della Fortezza che calpesta un drago, della Prudenza seduta sul globo e della Vigilanza in piedi su trofei militari, tutte a simboleggiare il trionfo dei Medici. Spicca l’eleganza manierista del tratto a penna e inchiostro, acquerello, lumeggiatura bianca, su gessetto nero, che rende questo foglio un’opera d’arte di superba bellezza.
Martin Clayton, curatore della mostra ha affermato: “La Royal Collection ospita una sorprendente serie di disegni del Rinascimento italiano  che mostrano quanto il disegno sia diventato dinamico ed entusiasmante durante questo periodo. Osservare questi disegni da vicino ci offre un’intima visione della mente e del processo creativo dell’artista, quasi come se li stessimo guardando alle spalle e li stessimo osservando mentre lavorano. Questi disegni non possono essere esposti in modo permanente per motivi di conservazione, quindi questa è un’occasione unica per vedere una tale ampiezza di capolavori del Rinascimento italiano insieme in un’unica mostra.’ (LV)