Nell’ambito della vendita di arredi che si terrà il prossimo 29 novembre nelle sale genovesi di Wannenes, verrà disperso un interessante nucleo di maioliche e porcellane. Tra le maioliche rilevanti restano le produzioni rinascimentali, con opere di Venezia, Urbino, Faenza, Deruta e Casteldurante.
Una boccia farmaceutica veneziana uscita dalla bottega di Mastro Domenico intorno al 1560 – 1570 è stimata 9.000-12.000 euro (lotto 151), mentre un piatto di Urbino datato 1535 e decorato con l’episodio di Bruto e Porzia (e lustrato a Urbino o a Gubbio), è presentato con una valutazione di 15.000 – 20.000 euro (lotto 156). Infine, una ciotola attribuibile a Giacomo Mancini a Deruta intorno al 1555-1570 viene offerta in catalogo a 4.000 – 6.000 euro (lotto 167).
Segue il nucleo delle maioliche cinquecentesche una scelta di cose di ambito ligure, derutese e di altre fornaci tra Sei e Ottocento: la vendita comprende poi una serie di porcellane e terraglie dove dominanti restano le figure ed i gruppi di manifattura tedesca, per lo più Meissen. Tra i lotti usciti dalle fornaci della fabbrica sassone si segnalano due vasi montati in bronzo in Francia tra il 1745 ed il 1749 e forse provenienti dalle collezioni borboniche di Parma (lotto 213, stima 2.000 – 3.000 euro) ed il grazioso gruppo detto “della Lotteria”, realizzato su un modello di Kaendler intorno al 1760 (lotto 216, stima 1.200 -1.600 euro).
Chiude la sezione delle ceramiche un piccolo gruppo di vetri antichi e del Novecento, tra i quali ricordiamo un elegante vaso realizzato dalla fornace muranese di Maio per l’artista Yoichi Ohira (lotto 242, stima 600 – 800 euro).