L’impianto illustrativo del “Matrimonio mistico di Santa Caterina” (lotto 117, stima 3.000 – 5.000 euro) è tipicamente emiliano, evocando i modelli correggeschi di Parmigianino e di Girolamo Marchesi da Cotignola. Tuttavia, lo stile, di gusto marcatamente manieristico, rivela una datazione alla seconda metà del XVI secolo con esiti che consentono confronti con le simili composizioni di Prospero Fontana (Bologna, 1509/1512 – Roma, 1597). L’artista fu allievo di Innocenzo da Imola, collaboratore di Perin del Vaga nel cantiere di Palazzo Doria e attivo verosimilmente nel Palazzo Ducale di Genova, dimostrandosi uno dei protagonisti del manierismo emiliano. L’attività giovanile con il Bonaccorsi è infatti attestata da Raffaello Borghini che nel Riposo scritto nel 1584 appunta che l’artista “lavorò in Genova nel palagio del Principe Doria, e poi con Perino del Vaga nelle sale del Palagio della Signoria, e particolarmente in quella del Consiglio: e delle istorie, che vi sono, fece disegni piccoli” (cfr. R. Borghini, Il Riposo, Firenze 1584, p. 568). Nel 1534 è documentata invece la sua presenza a Bologna dove il sodalizio con Girolamo prosegue negli affreschi a monocromo con storie romane che decoravano la facciata di palazzo Torfanini, “tuto instoriato di chiaro esquro [sic] meso de ma[n] de Gironimo da Treviso e il resto de Prospero Fontana bologneso” (Cfr. P. Lamo, Graticola di Bologna, Bologna 1844, p. 26). L’attività capitolina del pittore inizia nel 1544 nel cantiere di Castel Sant’Angelo in cui era attivo Perin del Vaga e in questi anni il suo stile diviene decorativamente fluido nelle eleganze ritmiche, si arricchisce degli esempi del Primaticcio e si avvale di citazioni antiquariali alimentate da una fervida erudizione letteraria e mitologica.
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