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Giovanni Pisano. Memoria di uno scultore

Nella storia della scultura Nicola Pisano ricopre un ruolo che nella pittura rivestirà Giotto, ovvero di colui che pone la figura dell’uomo come misura per comprendere la realtà terrena, che si manifesta con una sostanza plastica così carnale ed espressiva che non solo era sconosciuta al Medioevo, ma che con spontanea ed umana semplicità riannodava i fili di quel perduto equilibrio delle proporzioni tipico della statuaria classica greca e latina. Suo figlio Giovanni si distingue per un realismo formale e psicologico e per un linearismo tipico della scultura gotica francese che nella realizzazione del pulpito del Duomo di Pisa completato nel 1310, capolavoro della sua produzione matura, si ammorbidisce per adottare dal padre Nicola un pieno plasticismo classico che rende l’opera un continuum narrativo circolare affollato di forme e figure di raffinatissima eleganza formale, esempio sommo di una scultura sanguigna di potente tensione plastica, che come quella del padre Nicola è anticipatrice del Rinascimento quattrocentesco.

Mostra nel centenario della ricomposizione del pergamo di Giovanni Pisano nel Duomo di Pisa

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