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Giovan Battista Crosato. La gioia della pittura è Rococò

Conosciuto prevalentemente come frescante, Giovan Battista Crosato (Venezia, 1686 – 1758) ha nella cultura figurativa del Settecento un ruolo considerevole, anche se del tutto personale e spesso antitetico alla moda decorativa tiepolesca. Il suo linguaggio si caratterizza sempre per una complessità culturale, ove certamente determinante è stato l’apporto del mondo cosmopolita della corte sabauda e la sua quasi costante collaborazione con quadraturisti e anche scenografi.

Poche e scarse le notizie sulla sua attività giovanile, che si presume si sia svolta a Venezia. Nel 1729 dipinse affreschi e la pala d’altare per la sacrestia della chiesa veneziana di S. Maria dei servi, purtroppo distrutti. Nel 1733 fu per la prima volta a Torino, al servizio della corte sabauda: eseguì affreschi nella palazzina di Stupinigi, a villa della Regina, e lasciò qualche lavoro anche nel palazzo reale.

Dal 1736 al 1752 risulta iscritto alla fraglia dei pittori a Venezia; nel 1738-39 eseguì altre pitture, anch’esse perdute, per Santa Maria dei Servi. Nel 1740 tornò a Torino, dove lavorò alla decorazione di alcune chiese, come la Consolata e la Immacolata, e anche della Visitazione di Pinerolo.

Tra il 1742 e il 1744, con un breve intervallo, nel 1743, in cui ritornò a Venezia, il pittore fu occupato a Torino come scenografo. Nel 1743 si rappresentò al teatro Regio di Torino il Tito Manlio di Niccolò Jommelli (Aversa 1714 – Napoli 1774). Nel 1748 decorò a fresco la parrocchiale di Ponte di Brenta, alla periferia di Padova, con Storie di San Marco Storie bibliche.

Nel 1749, a Torino, ricevette pagamenti per lavori eseguiti in occasione dei festeggiamenti del carnevale; nello stesso anno lavorò a Torino con Gerolamo Mengozzi Colonna; dello stesso periodo sono gli allestimenti per la Didone abbandonata di Domingo Miguel Bernabé Terradellas (Barcellona 1713 – Roma 1751), e per la Siroe di Giuseppe Scarlatti e i bozzetti del sipario. Nel 1752 a Venezia, affrescò insieme con il quadraturista Pietro Visentini il salone da ballo di palazzo Pesaro. Nel 1755 si inaugurò la Via Crucis in S. Maria del Giglio, di cui due stazioni sono di sua mano; infine nel 1756 fu chiamato a far parte dell’Accademia veneziana.

Nella asta Web-Only di Dipinti Antichi e del XIX secolo aperta fino all’11 luglio 2025 sono presenti due deliziosi bozzetti attribuiti a Giovan Battista Crosato (lotto 122, stima 4.000 – 6.000 euro) raffiguranti delle scene mitologiche che rivelano al meglio il linguaggio della sua pittura deliziosamente rococò, caratterizzata da una pennellata frizzante, rapida e a macchie,  e da una composizione dove prevalgono figure piccole e nervose che esprimono un interesse verso una resa popolaresca nelle espressioni argute dei personaggi, e una ricerca della realtà che traducono in scene spiritose le magniloquenze delle scene mitologiche, che lo avvicinano alla straordinaria qualità di luce e di colore, d’impasto e di tocco, all’adesione emozionale e l’attenzione naturalistica tipica della maniera del bolognese Giuseppe Maria Crespi.

Lotto 122. Giambattista Crosato (attr. a), (Venezia, 1686 – 1758), Scene mitologiche. Olio su tavola, cm 53,5 x 56,5. Stima € 4.000 – 6.000

Lotto 122. Giambattista Crosato (attr. a), (Venezia, 1686 – 1758), Scene mitologiche. Olio su tavola, cm 53,5 x 56,5. Stima € 4.000 – 6.000