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Art Advisory & Private Banking INSTRUCTIONS

L’INTERVISTA/ Art Advisory & Private Banking a Mariacristina Ragazzoni
Responsabile Aletti Lab – Wealth Services – Banca Aletti

Il 29 gennaio 2016 nell’ambito de “Le Conversation” di Arte Fiera di Bologna, il più importante evento fieristico italiano dedicato all’arte moderna e contemporanea giunta quest’anno alla sua 40ma edizione, Wannenes, rappresentata da Luca Melegati, ha partecipato a una conferenza dedicata all’art advisory nella private banking, quali rappresentante delle case d’asta operanti in Italia ed attrici  importanti del mercato dell’arte.
Occasione per questo evento era la presentazione del volume “L’art advisory nella private banking: opportunità e rischi dell’investimento in arte” edito dall’Associazione Italiana Private Banking, alla stesura del quale ha partecipato anche la nostra casa d’aste, con un contributo di Guido Wannenes.
Moderato da Angela Vettese – critico d’arte e docente all’Università Iuav di Venezia – l’appuntamento ha visto la presenza, allo stesso tavolo, dei rappresentanti delle più importanti realtà bancarie e non italiane attive in questo campo, come Mariacristina Ragazzoni – autrice del volume – (Responsabile Servizi Banca Aletti); Domenico Filipponi (Responsabile Art Advisory UniCredit S.p.A.); Giuseppina Delfino (Marketing di Intesa Sanpaolo Private Banking e coordinamento Art Advisory service); Alberto Fiz (Art advisor per i clienti del gruppo Intesa Sanpaolo Private Banking); Antonella Crippa (Art advisor di Open Care – Servizi per l’Arte); Alvise di Canossa (Presidente di Art Defender e Arterìa).

 

Wannenes, come altre case d’aste italiane e internazionali, da anni ha avviato con successo una attività di art consulting, in parallelo ed in collaborazione con quanto avviene nel segmento bancario. Come valuta questo diversificato approccio al mercato dell’arte?

Positivamente: da molti anni le principali banche private italiane mettono a disposizione dei loro clienti il servizio di Art Advisory, e li affiancano con discrezione e professionalità nella gestione del loro patrimonio artistico. L’area d’intervento si è ampliata negli anni, seguendo l’evoluzione del mercato e le esigenze dei collezionisti: chiunque abbia una frequentazione costante del mondo dell’arte ha vissuto negli ultimi dieci anni il cambiamento radicale dei trend, delle modalità di scambio, della circolazione delle informazioni che si è verificato su scala globale.
Maggiori informazioni equivalgono a migliori opportunità di approfondimento, tuttavia la mole di dati che si riversa sugli appassionati d’arte rischia di provocare un cortocircuito e – paradossalmente – causare maggiore incertezza. Le indicazioni provenienti dal mercato devono essere filtrate e valutate con occhio critico, i competitor devono essere analizzati sulla base della loro professionalità e reale competenza: tutto questo richiede uno sforzo che non sempre i collezionisti possono fare, per mancanza di tempo e, a volte, di esperienza.

Un collezionista responsabile e informato è il migliore interlocutore con cui confrontarsi, e tutti gli operatori del settore ne traggono giovamento. Da qui nasce l’esigenza del volume “L’art advisory nel private banking. Opportunità e rischi dell’investimento in arte”, che raccoglie le testimonianze dei protagonisti, tra cui la nostra casa d’aste – in rappresentanza degli operatori italiani – con un contributo di Guido Wannenes. Com’è nato questo progetto?

L’idea di realizzare il volume L’art advisory nel private banking. Opportunità e rischi dell’investimento in arte, è nata dalla consapevolezza che si conoscono ancora troppo poco le opportunità che un collezionista Private può trovare nella sua banca, di quali servizi possa usufruire anche nell’ambito della gestione, protezione e trasmissione di quella parte del suo patrimonio investito in opere d’arte. L’Associazione Italiana Private Banking (AIPB) mi ha chiesto di riunire i professionisti che operano nei diversi settori del mercato dell’arte (advisory, compravendita, assicurazione e trasporto, custodia, fiscalità, restauro ecc.) e di raccogliere il loro contributo in una pubblicazione estremamente pratica, utile per il collezionista come per l’appassionato che si voglia accostare a questo mondo affascinante e complesso. Ne è uscito un manuale a più voci, il cui filo conduttore è il tipo di approccio che viene complessivamente delineato dai diversi operatori e professionisti, un criterio cioè che privilegia scelte responsabili e informate al fine di godere delle opportunità dell’investimento in arte e minimizzarne i rischi.

Dal libro si evidenza che l’investimento in arte non coinvolge solo il gusto, ma anche prospettive economiche e finanziarie a livello globale di primaria importanza, elementi centrali nella valutazione di un acquisto veramente tutelato. Quale scenario emerge da questa ricerca così capillare e tanto interessante nei suoi dettagli?

Le Survey internazionali evidenziano un crescente interesse nei confronti del collezionismo a livello globale, e una sempre maggiore sensibilità ai rischi insiti nell’investimento in arte, coerentemente con l’atteggiamento prudenziale che a seguito delle crisi economiche ha portato gli investitori a privilegiare la protezione del patrimonio a scapito della speculazione. Il fortissimo interesse nei confronti dell’arte contemporanea, che è predominante in termini di volumi e di esposizione mediatica, contribuisce ad innalzare la possibilità di atteggiamenti superficiali e di conseguenti acquisti avventati.
I primi presidi a tutela di un acquisto consapevole sono indicati nel decalogo messo a punto dal Nucleo Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale: rivolgersi a controparti serie e qualificate, verificare la certificazione di autenticità e di provenienza, informarsi sull’opera dell’artista, seguire il mercato e le quotazioni. L’inventariazione delle opere – fotografica e documentale – rappresenta un’altra garanzia a tutela della collezione e si rivela utile sia ai fini assicurativi che a scopo di trasmissione ereditaria.
Un altro capitolo importante è rappresentato dalla corretta conservazione della collezione: come esporle, restaurarle, movimentarle e custodirle in sicurezza. La conservazione delle opere viene spesso associata ai pezzi antichi, ma altrettanta cura va riservata all’arte contemporanea, che ha introdotto l’utilizzo di materiali nuovi ed estremamente fragili. Anche il settore del collezionismo fotografico, che sta riscuotendo ampi consensi, e che necessita di cautele nell’acquisto, e nella successiva conservazione/esposizione.
La fiscalità e la circolazione degli asset artistici è caratterizzata in Italia da due aspetti contrapposti: la penalizzazione rappresentata dalla notifica e dalle elevate aliquote Iva, e i vantaggi derivanti dalla generale assenza di tributi nei guadagni da compravendita e nella trasmissione ereditaria. Anche su questi aspetti il manuale affronta con l’ausilio di fiscalisti e legali le varie tematiche legate ai limiti di esportazione e alla tassazione, chiarendo la normativa e illustrando i corretti comportamenti da adottare, sia per l’acquirente privato che per il collezionista corporate.
Il passaggio più delicato di una collezione è rappresentato dalla trasmissione agli eredi: non sempre il collezionista condivide la sua passione con i familiari e succede spesso che la famiglia arrivi impreparata alla gestione di una raccolta della quale conosce poco e che non sa come amministrare. Nel caso d’importanti collezioni il trust o la fondazione possono rappresentare soluzioni adeguate ed estendere nel tempo il nome e la passione del collezionista.
Il libro si conclude con un ampio spazio dedicato ai ‘case history’, casi concreti che illustrano problemi e soluzioni reali risolti tramite l’intervento coordinato dei diversi professionisti coordinati dall’art advisor bancario del cliente.

Luca Melegati, Mariacristina Ragazzoni, Angela Vettese
“Le Conversation” Arte Fiera Bologna,