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GIOVANNI DOMENICO LOMBARDI
(Lucca, 1682 - 1752)
Allegoria della Pittura
Olio su tela ovale, cm 95X125
Estimate € 4,000 - 6,000
Ricondotti alla mano di Gian Domenico Lombardi da Francesca Baldassari, i dipinti si possono considerare delle interessantissime aggiunte al catalogo dell'artista, da considerarsi la figura di spicco del primo Settecento lucchese. Gli studi a lui dedicati sono fatto recente e il profilarsi della sua produzione evidenzia una cultura proteiforme, influenzata dall'arte lombarda, emiliana e romana. Le sue creazioni presentano la peculiare capacità d'esprimersi attraverso i linguaggi del tardo barocco, del classicismo capitolino e della coeva eloquenza toscana, riuscendo altresì, a pronunciare diversi registri narrativi, intervallando il genere 'basso' e bambocciante con la pittura di storia e il ritratto, come evidenziano le tele conservate al Museo di Roma già riferite al Ghezzi. Altrettanto evidenti sono le suggestioni desunte dal Paolini, percepibili a esempio nel 'Vecchio che suona il violone e due giovani cantanti' della collezione Giulio Alfonsi di Vicenza (cfr. A. Crispo, fig. 207). Le nostre tele sono quindi un elegante esempio della sua produzione, e dedicate a descrivere due giovani intenti ad apprendere l'arte del disegno e della scultura.

I dipinti sono corredati da una scheda critica di Francesca Baldassari.

Bibliografia di riferimento:

S. Meloni Trkulja, 'Apertura su Giovanni Domenico Lombardi', in 'Studi di storia dell'arte in onore di M. Gregori', Cinisello Balsamo 1994, pp. 328-333

A. Crispo, 'Itinerari di Giovan Domenico Lombardi tra Lucca, Roma e il settentrione', in 'Nuovi Studi', VIII, 10 (2003), 2004, pp. 207-221

P. Betti, 'Svago e devozione nell'opera di Giovan Domenico Lombardi', Todi 2017, con bibliografia precedente

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