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ANDREA VICENTINO (attr. a)
(Vicenza, 1542 circa - Venezia, 1618)
Figura di Santa
Olio su tela, cm 59X50
Estimate € 400 - 600
Nel 1981 Rodolfo Pallucchini puntualizzava che il Vicentino era ancora un artista poco noto; la delineazione critica a distanza di trent'anni non si discosta dalle asserzioni dello studioso, che a sua volta procede sulle indicazioni fornite dalle 'Sette maniere' del Boschini in cui il nostro maestro è affiancato a Palma il Giovane e Leonardo Corona sulla scia degli esempi tardo tizianeschi del Tintoretto e Paolo Veronese. Formatosi a Vicenza con Giovanni Antonio Fasolo (1530-1572) e Giambattista Zelotti (1526-1578), nel 1648 viene elogiato dal Ridolfi per le qualità di colorista. Verso la metà dell'ottavo decennio del XVI secolo è documentato a Venezia ove si afferma come pittore di storia, specializzandosi in opere dal carattere celebrativo e documentario. L'opera in esame sembra appartenere alla maturità dell'artista, distaccandosi dalla maniera ancora cinquecentesca. È percepibile, ad esempio nel 'Compianto' in Collezione Weitzner di New York, una nostalgia dei modelli veronesiani e tizianeschi rammodernati dal 'tenebrismo ante litteram' di Palma e in modo particolare dei Bassano.

Bibliografia di riferimento:

V. Sgarbi, 'Palladio e la Maniera. I pittori vicentini del Cinquecento e i collaboratori del Palladio, 1530-1630', Venezia 1980, p. 130

R. Pallucchini, 'La Pittura veneziana del Seicento', Milano 1993, I, pp. 37-41

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