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NAPRAMACH LAKAI, AREA DI SURHANDARIYA, UZBEKISTAN, 1970 CIRCA
cm 103X42
A LAKAI NAPRAMACH, SURHANDARIYA AREA, UZBEKISTAN, CIRCA 1970
Estimate € 150 - 180
La Napramach è una sacca da stoccaggio per tutti i prodotti utilizzati dalle donne lakai all'interno delle loro tende. I Lakai discendono dalla più antica popolazione turca delle steppe asiatiche, che divennero famosi durante il XIX secolo per la produzione di ricamo che conquistarono finanche il mercato di Kabul. I ricami di questa etnia erano ricchi di colori, di grafismi e di simboli misteriosi con funzione di amuleti contro il malocchio e a protezione della casa e dei suoi abitanti. Questa sacca cuscino contiene tre grandi medaglioni ottagonali, variazioni del noto Memling Gul nei quali possiamo notare una sottile forma a croce "tumorcha" bicolore, bianca e nera, che simboleggia i principi universali dello Yin e Yang. I medaglioni sono intervallati tra loro da raffinate pianticelle fiorite. Il bordo che circonda i tre decori principali è magico grazie alla presenza di forme geometriche che proteggono dalle Forze del male. Le bordure a S contigue impreziosiscono il disegno con un andamento ondulato di forte impatto decorativo. Pioniere nello studio delle arti applicate dei Lakai e di altre tribù semi-nomadi uzbeke era Balkis Karmysheva, etnografo e specialista in studi turchi, il cui lavoro sul campo alla fine del 1940 ha permesso di compilare la prima collezione di ricami ubzechi. È chiaro, per la datazione di tali ricami, che all'inizio del 1900 erano annodati in lana su lana e a volte cotone. Dopo il 1940 furono eseguiti in tecnica punto croce (cross stitch) con cotone mercificato, spesso confuso per seta, su struttura in cotone. Oggi, ricami e tappeti prodotti da questa straordinaria tribù sono il fiore all'occhiello di molte collezioni private e museali.

Per approfondimento: K. Fitz Gibbon, A. Hale, "Uzbek Embroideries in the nomadic", Minneapolis 2007, ad vocem K. Fitz Gibbon, A. Hale, "Lakai: the Bad Beys of Central Asia", Londra 1994, ad vocem