Questa collezione costituisce un buon esempio di un aspetto, importante ma a volte trascurato, della vita e delle passioni dei mercanti d’arte. Che sono, è ovvio, prima di tutto dei mercanti: ma che spesso riescono, con grazia e passione sincera, ad unire alla loro attività lavorativa un amore profondo per l’eleganza dell’arte. Gli esempi sono molti, sia tra gli eredi delle grandi dinastie mercantili sia tra chi si è fatto strada in modo del tutto autonomo: basterà ricordare, tra i molti nomi possibili, quello del principe degli antiquari del secondo Novecento, Accorsi, la cui eredità si è trasformata in un lascito tanto importante per la sua città, Torino.
Anche nel nostro caso, la passione del conoscitore faceva premio sulla pur feconda attività mercantile: ed ecco così la scelta attenta degli arredi, dei quadri, degli oggetti di decorazione, spesso individuati seguendo il filo rosso della ricerca filologica. Ecco la bella biblioteca (strumento di lavoro essenziale sia per il commerciante che per il vero collezionista) amata e seguita sin nella scelta dei sofisticati ex libris
Il modello è ovviamente, siamo in Piemonte, la Francia, e soprattutto la Francia tra rocaille e neoclassicismo: ma non mancano divagazioni sul tema, tutte però perfettamente in linea con l’atmosfera elegante ed insieme confortevole, invitante, della dimora.
Tra i molti mobili ricordiamo una scrivania mazzarina della prima metà del Settecento, un raffinato comò Luigi XV stampigliato Boudin, quattro poltrone piemontesi laccate e dorate. Tra i dipinti, alle opere di artisti come Coccorante o il Tempesta, si affianca una vera e propria galleria di ritratti Savoia. Accurata la scelta delle ceramiche, sia europee che cinesi, della statuaria e dei bronzi, e tra questi ultimi particolarmente decorativa è la grande (quasi novanta centimetri di altezza) coppia di candelabri in bronzo dorato, probabilmente francese: due oggetti di grande eleganza ed impatto decorativo.