La Tenuta San Guido è la madre dei supertuscan, la punta di diamante dei grandi vini rossi italiani e sicuramente una delle etichette più ricercate del mondo. Il suo fondatore Mario Incisa della Rocchetta può essere considerato il padre dell’enologia moderna che ha portato nel Bel Paese lo stesso metodo di produzione dei chateux francesi: vini che nascono curando ogni dettaglio, dalla piantumazione della vite, alla maturazione dell’uva fino all’imbottigliamento.
Agli inizi degli anni Venti del secolo scorso, il Marchese ebbe l’intuizione di impiantare nel terreno ghiaioso della Maremma dei barbatelli di cabernet, e col tempo si accorse che spremendo il frutto di quelle piante otteneva un vino eccellente che migliorava invecchiando. La prima annata a essere messa sul mercato fu quella del 1968 e da quel momento la svolta. Nel 1985 il Sassicaia viene riconosciuto come uno dei migliori rossi del mondo.
Il Doc Bolgheri Sassicaia, prodotto in 250mila bottiglie l’anno, non è solo il risultato pregiato di un processo di spremitura di e fermentazione, ma al contempo un concentrato di storia, tradizione e innovazione.
Nicolò Incisa della Rocchetta, figlio del lungimirante marchese Mario, oggi continua quella che è la tradizione di famiglia: una produzione vinicola che non è affatto un processo industriale, ma un’azione sofisticata che produce pochi grappoli ma di qualità.
Nell’asta Web-Live di Wine e Spirits del 22 maggio sono presenti 40 lotti (dal 128 al 168) tra i quali spiccano una verticale di 26 bottiglie dal 2006 al 2008 (lotto 146, stima 6.000 – 8.000 euro), e tornando indietro, una Magnum del 1995 (lotto 165, stima di 400 – 800 euro) – a pieno titolo una delle migliori annate – sei bottiglie del 2002 (lotto 149, stima 1.300 – 2.600), e un doppio Magnum del 2007 (lotto 142, stima 1.000 – 2.000).