Carta nautica manoscritta su un unico foglio di pergamena (960 x 610 mm) centrata sul Mediterraneo e limitata a Nord alle Shetland e ai confini della Norvegia (il mar Baltico non è delineato), a Est alle sponde orientali del Mar Nero, a Sud al Mar Rosso sull’Atlantico alla zona costiera della Mauritiana, a Ovest alle Azzorre (comprese Faja Grande e Corvo).
Litorali tracciati ad inchiostro rossastro, isole minori miniate completamente in oro, blu, rosso o verde, Isole maggiori con i profili colorati in verde, fiumi non raffigurati, toponimi in inchiostro rosso e nero, per un totale di oltre 800 nomi. Presenti 7 vedute di città tra cui Lisbona sormontata dalla bandiera portoghese, Gerusalemme con la croce del Golgota e Venezia sormontata dalla bandiera con il Leone di San Marco.
Sono presenti inoltre 13 stemmi e bandiere di regni: Irlanda, Scozia, Inghilterra, giglio di Francia, stemma di Spagna, probabilmente la bandiera della Gazaria Genovese sulla Crimea (ad indicare il Sangiaccato di Caffa), la bandiera dell’Ordine del Cristo del Portogallo puntata su Ceuta; interessante per la datazione, l’aquila bicipite del Sacro Romano Impero su Tunisi, che, se fosse stata realizzata per indicare l’effettivo possesso della città da parte delle truppe cattoliche, spingerebbe a datare il portolano antecedentemente al 1574, anno della riconquista ottomana della città (caduta in mani cristiane nel 1534).
Le decorazioni supplementari comprendono un Christus Patiens, due caracche battenti bandiera portoghese che solcano l’atlantico e un palmeto con rocce a riempire l’area del Sahara. Sono presenti 8 rose dei venti, con punti cardinali decorati da fleur-de-lys per le due principali. Scala della latitudine segnata all’estrema sinistra della carta numerate dal 20esimo parallelo al 60esimo, tre scale graduate di cui due in formato di “cartiglio”.
Portolano di notevole qualità, eseguito nello stile iberico caratterizzato da una maggior ricchezza di decori rispetto agli esemplari delle scuole italiane e con destinazione verosimilmente rappresentativa o collezionistica.
Questo esemplare è confrontabile con il portolano dell’Huntington Library, HM1549 firmato da Luis Teixeira, molto simile nell’impostazione e nella distribuzione delle decorazioni (le città, le bandiere, il cristo, il palmeto ecc.) ma con uno stile lievemente diverso mentre la grafia della toponomastica presenta notevoli similarità. A livello geografico le due carte sono lievemente diverse, la presente compresa tra il 19esimo e 61 esimo parallelo e “centrata” sulla Sicilia mentre la HM1549 tra il 19 e 64esimo e centrata sulla Sardegna.
Interessante notare inoltre che sul portolano dell’Huntington la bandiera ottomana sventola su Tunisi mentre la presente copia raffigura l’aquila bicipite imperiale. Presupponendo come già anticipato che si tratti dell’indicazione di un effettivo possesso della città da parte delle armate imperiali e non una tardiva celebrazione a città già caduta, permetterebbe di datare il portolano antecedentemente al 1574, anno del ritorno di Tunisi in mani ottomane. Se così fosse si potrebbe ipotizzare che la carta sia stata realizzata nell’ambito della bottega di un giovane Luis Teixiera e della scuola cartografica portoghese, considerando che nel 1564 superò l’esame di licenza in cosmografia sotto Pedro Nunes e Jorge Reinel, entrambi realizzatori di carte, e nel 1569 ottenne una commissione reale per la produzione di carte nautiche per la marina portoghese.