Nata nel 1949 per volontà di Luigi Grampa Jsa di Busto Arsizio si pone all’avanguardia del progresso tecnologico e produttivo in questo settore per una vocazione all’integrazione della ricerca artistica nella produzione con un confronto serrato, continuo, con le grandi correnti internazionali del design tessile, dai modelli nordici dell’Artek di Alvar Aalto e della Grantex di Arne Jacobsen agli esempi statunintensi di Charles e Ray Eames.
Un’azienda che stampa nel 1955 un “Concetto Spaziale” di Lucio Fontana ma anche Giorgio Pavesi e Cecilia Mora, Marta Latis e Marianne Feldner e le tovaglie di Margherita Patocchi.
Uno spirito di “unità delle arti” che si era manifestata con appassionata irruenza alla IX Triennale di Milano del 1951 che aveva come ha come parola d’ordine un nuovo rapporto tra architettura, pittura e scultura, ma anche con l’arte tessile che deve essere plurale e aperta alla contemporaneità.
Nascono concorsi per tessuti d’arte e tessuti d’artista per come quello promosso da Fede Cheti per la X Triennale del 1954 con in giuria Lucio Fontana e Marco Zanuso e un primo premio di 400.000 lire. Contemporaneamente Paolo Marinotti lancia un parallelo concorso per “tessuti stampati per abbigliamento femminile” per il Centro Internazionale delle Arti e del Costume di Venezia, e la “X Triennale Socota per disegni di stoffe di arredamento” di impone per una partecipazione di 3.000 candidati e un premio di 500.000 lire, che viene vinto da Enrico Prapolini, davanti alla parigina Helène Cristofanetti e al giovane Gianni Dova.
Nella prossima asta di Design e Stile Italiano – che si terrà nei prestigiosi spazi di Palazzo Carrega Cataldi di Genova il prossimo 26 – 27 febbraio 2026 – sarà esitato un tessuto serigrafato del 1955 – 1960 con un “Concetto Spaziale” di Lucio Fontana, posizionato su due sedie in legno di ciliegiiùo (lotto 283, stima 1.400 – 1.600 euro).