A partire da Clemente Santi, che alla Tenuta Greppo iniziò a vinificare il Sangiovese in purezza e ideò di fatto la parola “Brunello”, apparsa nel 1869 sulla medaglia d’oro ottenuta per il suo “vino rosso scelto (brunello) del 1865”.
Fu suo nipote Ferruccio, invece, a produrre la prima bottiglia di Brunello di Montalcino, annata 1888, e a creare il marchio Biondi Santi, unendo i cognomi di suo padre, Jacopo Biondi, e di sua madre, Clemente Santi.Una storia di formidabile successo, quella dei Biondi Santi, una storia di sette generazioni dove ciascuna ha offerto il proprio contributo.
Alla morte di Ferruccio, nel 1917, gli subentrò il figlio Tancredi, che mantenne la guida dell’azienda fino al 1970. Tancredi inventò il processo della ricolmatura, un momento magico ammirato in prima persona da Mario Soldati, Luigi Veronelli e Paolo Maccherini.
Fu lui, negli anni Sessanta, a scrivere le regole della denominazione del Brunello, ottenuta nel 1967. E fu ancora lui a produrre il Brunello Riserva 1955, unico vino italiano nell’elenco dei dodici vini del ventesimo secolo firmato da Wine Spectator, bevuto dalla Regina Elisabetta II durante una visita ufficiale a Roma.
Il figlio di Tancredi, Franco Biondi Santi, concretizzò gli studi sui cloni di Sangiovese. Negli anni Settanta isolò e coltivò 40 cloni diversi e ne scelse uno, il celebre BBS11. Le iniziali stanno per Brunello Biondi Santi, il numero indica l’undicesimo filare, che risultò il migliore per il nostro territorio e inserì il controllo della temperatura durante le fermentazioni in cantina, battendosi con forza per difendere il Sangiovese in purezza.
Tenuta Greppo conta 32 ettari vitati, tutti a Brunello (5 ettari non sono ancora entrati in produzione) e produce circa 90.000 bottiglie annue, la metà di Brunello annata e il resto tra Riserva e Rosso di Montalcino.
