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La solitudine urbana di Mario Sironi

Mario Sironi è uno dei vertici dell’arte italiana ed europea del XX secolo, per il suo essere monumentale e severo, drammatico e sintetico nell’asciugare la forma e il colore all’essenza dell’espressione, come solo i maestri sono capaci.
Milano e il paesaggio urbano sono i protagonisti di una modernità livida e di struggente bellezza. L’uomo è solo e perso nella propria solitudine.  La figura umana è, come Donatello e Masaccio, il cardine della ricerca sironiana: l’uomo è una massa plastica e cromatica che lotta contro la natura e la città. I colori sono tetri, bruni, capaci con la loro forza sommessa di raccontare le profondità dolenti dell’animo umano. Nelle sue opere cogliamo dolorosamente una rara capacità di sintesi compositiva e cromatica, dove lo spazio tra l’uomo e la natura si manifestano per contrapposte forze volumetriche, che lo portano, nell’ultima fase, ad un’astrazione di abissale armonia che lo avvicinano all’olimpica leggiadria plastica di Arturo Martini.
Un sublime esempio in una tecnica mista su carta del 1940 intitolata “La sentinella” (lotto 3, stima 1.200 – 1.600 euro), presente fino al 16 marzo 2022 nell’asta web-only di Opere Moderne e Multipli d’Autore, dove l’artista in un mesto monocromo grigio rende abissale la solitudine fisica e spirituale del soldato.