Questa splendida tabacchiera è opera di quell’insuperato artista che fu Giuseppe Bonzanigo nell’arte minuta del microintaglio. Vero e proprio oggetto da Wunderkammer, questo piccolo gioiello in legno di tuia, avorio e tartaruga, commissionato da Vittorio Amedeo III di Savoia come dono diplomatico, ritrae l’imperatore Giuseppe II d’Asburgo Lorena ed è riconducibile all’anno della sua morte prematura avvenuta nel 1790. Tra le allegorie che accompagnano il “buon sovrano” (Prudenza, Giustizia e Fortezza), anche l’Amicizia, per significare i sentimenti che dopo gli sconvolgimenti epocali della rivoluzione del 1789, legavano casa Savoia alla corte imperiale di Vienna.
Il cameo col suo ritratto di profilo su un fondo azzurro da cui pende il Toson d’oro, è appeso a una stele funeraria, apparata da quattro bandiere con le insegne imperiali, sulla cui base è l’iscrizione: IOS.II C.AV. (da sciogliere in: “Giuseppe II Cesare Augusto”). Circondano il monumento le figure allegoriche della Prudenza, della Giustizia, della Fortezza e dell’Amicizia secondo l’Iconologia di Cesare Ripa. Ai piedi del monumento è lo scudo con l’aquila bicipite, intrecciato con un ramo d’ulivo e uno di quercia, sormontato dalla corona imperiale. Alla sommità della stele, su un cuscino, poggiano scettro e spada tenuti nelle grinfie di un’aquila.
Figlio di uno stipettaio bellinzonese, Giuseppe Maria Bonzanigo, nacque il 6 settembre 1745 e collocò il suo atelier nei pressi della collegiata di San Secondo. Autore di arredi, come quelli per Stupinigi e Palazzo Reale a Torino, divenne famoso soprattutto per le micro-sculture in stile Luigi XVI. Come maître sculpteur presso i Savoia, a partire dal 1775, realizzò mobili sia per il principe Carlo Emanuele che per la sorella del re, Madama Felicita. Non fu soltanto esecutore, ma direttore creativo. Nominato nel 1787 scultore regio di Vittorio Amedeo III, egli ottenne importanti commissioni ed un ingaggio di 200 lire l’anno.
La fama dell’ebanista crebbe sotto il regime napoleonico, ma anche dopo il Congresso di Vienna, durante la Restaurazione, mantenne l’attività di scultore dei Reali Palazzi.
