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Francesco Lojacono il ladro del sole

Francesco Lojacono (1838-1915) è considerato il più importante paesaggista siciliano della seconda metà dell’Ottocento.

Nei suoi dipinti la natura viene rappresentata grazie ad un’attenta resa dal vero di rocce laviche, stagni, boscaglie e ulivi saraceni. La sua terra natia, e la sua città, Palermo, sono un’inesauribile fonte d’ispirazione, e di queste interpreta e coglie le infinite contraddizioni: le campagne desolate, i giardini aristocratici, la città araba e quella moderna dell’Orto Botanico, affermando un’idea moderna, e al tempo stesso autenticamente lirica, del paesaggio.

Nella Veduta del Golfo di Palermo con il Monte Pellegrino sullo sfondo, che nel 1787 Goethe nel suo “Viaggio in Italia” definì ‘il promontorio più bello del mondo’ – perché vi riscontrarono quei magici contrasti, maestosità e dolcezza, che erano tanto amati nel Settecento e nell’età del Romanticismo – la scena è pervasa da una luce abbagliante e vibrante. Il sole che irradia la sua luce sul mare, sulle montagne e sulle scogliere è l’assoluto protagonista di un’immagine romanticamente intensa della Sicilia, caratterizzata da una raffinata ricerca luministica e da un vivo senso del colore. Per il suo modo di creare uno splendido connubio tra la narrazione pittorica e il verismo dei suoi paesaggi fu definito dai suoi contemporanei il “Ladro del sole” o “Pittore del sole”.