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Fiero Gandolfi e l’arte del buon gusto

essere vincente per Fiero Gandolfi era naturale, sia nella sfera lavorativa che nella sua vita di sportivo. Fu infatti imprenditore abile, iniziando la sua carriera nel ramo alimentare per passare poi all’immobiliare: proprietario di vari palazzi tra via Clavature, il Quadrilatero e Ozzano dell’Emilia, è protagonista del passaggio di mano di molti edifici di pregio del centro storico della città, come l’Hotel Baglioni e Palazzo Fava (che nelle tre sale del piano nobile conserva importanti affreschi dei Carracci). Ma Fiero Gandolfi fu anche sportivo di vaglia: giovanissimo giocatore della Virtus Bologna, arriva nel giro della prima squadra, dove gioca nella stagione ‘57/58 (dopo aver brillato nelle categorie giovanili, si ricorda una storica partita da 52 punti realizzati), e giungendo ad essere selezionato come probabile titolare per le Olimpiadi di Roma del 1960.

Giovane, decide di appendere le scarpette al chiodo per completare gli studi: ma solo per trovarsi, all’inizio degli anni Settanta, al vertice della società come presidente, chiamato dall’avvocato Porelli. Furono anni di rinascita, con lui al timone: quella Virtus di Fultz, che vinse la Coppa Italia nel 1974, quella di McMillen e poi di Driscoll (con Dan Peterson come denominatore comune), che vinse lo scudetto nel 1976, un risultato questo atteso da vent’anni.
Innamorato della famiglia (la moglie Annarosa e le figlie Simona e Stefania) coltivava con passione il piacere del bello, ma anche della caccia e del tiro del piccione, specialità agonistica che gli valse il mondiale in Messico. L’amore per l’arte ebbe, per Fiero Gandolfi, il suo palcoscenico nella casa di campagna affacciata su Bologna, chiamata con affettuosa ironia Casa Bianca. Arredata con passione insieme ad Annarosa, la residenza è caratterizzata da un gusto essenziale ed elegante, per molto verso simile a quelli di una casa inglese di campagna, confortevole ma scandito da arredi di grande qualità ed impatto decorativo. Nella prossima asta di Arredi, Sculture e Oggetti d’Arte del 16 maggio dalle collezioni di questa prestigiosa proprietà, verranno esitati un bel cassettone a ribalta impiallacciato in noce e radica di noce con decoro geometrico e montature in bronzo dorato, uno scenografico inginocchiatoio in legno scolpito, laccato e dorato, databile al XVII-XVIII secolo ed arricchito con figure di putti alati a tutto tondo su una base rocciosa. E infine, l’ariosa specchiera in legno intagliato e dorato del XVIII secolo, caratterizzata dall’elegante impianto della cornice, modanata e percorsa da un ricco fregio fogliato.