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Chinoserie: esotiche stravaganze

Gli arredi che saranno esitati il 19 novembre presentano un oggetto d’indiscutibile valore sia storico sia artistico: un curioso mobile a doppio corpo a cineseria dell’Italia del Nord della metà del Settecento.
La Chinoiserie fu un esotico capriccio che si diffuse in tutte le corti dell’Europa dei Lumi ormai prossima alla fine dell’Ancien Régime. Una sorta di mondo inesplicabile regolato da regole curiose, anche divertenti, sorta di “Mondo alla rovescia” sofisticato che divertì molto la migliore società appena prima che il clima si guastasse con la comparsa delle ghigliottine nelle piazze di Parigi. Follie decorative rococò che ricordano le vaporose e leggiadre scene bucoliche di François Boucher, che hanno come unico scopo quello di stupire e meravigliare.
L’Oriente che si diffuse in Italia ebbe una caratteristica: quella di coniugare, forse per un sussulto di moralità, l’immoralità insita nella natura capricciosa della cineseria con l’economicità dei mezzi. Sono rarissime eccezioni le opere italiane a chinoiserie che le arti della decorazione produssero con materiali e tecniche preziose. Mai bronzi o pietre dure.
Il mobile a doppio corpo, si tratta di un comò con ribalta e un’alzata ad uso di libreria – come testimonia la bella grata antica in ferro dorato – è un bel esempio dell’uso di questa tecnica. Databile attorno agli anni cinquanta del Settecento è difficile stabilirne con certezza una provenienza geografica, che di certo è ascrivibile al Nord Italia.
La decorazione è affidata a fogli assai belli, che senza riscontri palmari, impossibili, non si saprebbe dire se francesi o tedeschi, accostati con grazia, i vuoti riempiti da una minuta e variegata fauna di volatili. Il tutto è minutamente colorito con cura e senso del colore; ben dipinte con una tempera assai leggera, quasi acquerellata, sono le zolle su cui poggiano le figurazioni, gli alberelli di sfondo. Assai raffinata è anche la minuta bordura che fa da incorniciatura a fianchi, ante e cassetti alla stregua di un merletto azzurro.