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Sallier de La Tour di Castelcicala la regola è nell’eccezione

Negli ultimi decenni la settecentesca villa dei Principi di Castelcicala è stata riportata al suo originario splendore grazie al restauro conservativo curato dall’architetto Gherardo Sallier de La Tour dei Principi di Castelcicala, erede della storica casata.
Lo stemma gentilizio che campeggia sull’ingresso della villa, come recita la regia patente è “…. partito al primo di Sallier di nero e di verde con cavallo d’argento spaventato; al secondo di Ruffo che è troncato cuneato, di argento, con quattro punte, su nero con tre punte e due mezze; il primo a tre conchiglie al naturale, ordinate in fascia”. Miniato nel 1908 rappresenta tutt’oggi l’emblema del ramo della famiglia stabilitosi nei pressi di Napoli.
Dopo che Fabrizio Ruffo secondogenito del Duca di Bagnara acquista nel 1719 il fondo di Castelcicala e viene insignito del titolo di Barone e Patrizio napoletano, le successive genie tengono sempre alto il nome della stirpe tra Regie Corti e sedi diplomatiche. Tra Sette e Ottocento, dopo che Paolo Ruffo nel 1729 viene insignito con diploma dell’Imperatore Carlo VI d’Asburgo, I Principe di Castelcicala, il figlio Fabrizio II Principe di Castelcicala, Duca di Calvello, è Ministro Plenipotenziario a Lisbona, Londra e Parigi, divenne Consigliere e Ministro di Stato, firmatario del Trattato di Vienna nel 1815.
La famiglia Sallier de La Tour dei Principi di Castelcicala trova le sue origini nell’unione tra due storici casati, nel 1893, con il matrimonio di Giuseppe Amedeo dei Conti Sallier de La Tour, dei Marchesi di Cordon, e Carolina Corio Principessa di Castelcicala, Duchessa di Calvello. Dei loro due figli, il secondogenito Paolo, anch’egli diplomatico di carriera, ha vissuto a lungo nella dimora campana dandole nuovo lustro dopo i danni della guerra, mentre il primogenito, Filiberto, si trasferiva in Sicilia dove sposava Marianna Beccadelli Principessa di Camporeale.
Provenienti dalle collezioni di Gherardo Sallier de la Tour conservate nella villa di Castelcicala, questi arredi sono una perfetta sintesi dei canoni del gusto aristocratico tra XVII e XIX secolo, caratterizzato da un sapiente equilibrio tra arredi, dipinti e oggetti d’arte.
Così̀ è per il magnifico busto in biscuit raffigurante un gentiluomo con l’ordine di San Gennaro, per il sofisticato sigillo in diaspro e oro magnificamente inciso e, soprattutto, per il ventaglio settecentesco decorato da una veduta partenopea e dai profili della famiglia di Ferdinando IV, che una deliziosa tradizione dice aver seguito l’esule Regina Maria Carolina nel suo vagare lontano da una Napoli che non riuscirà̀ mai più a rivedere.