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Argenti Avori Icone e Oggetti d’Arte Russa

di Tommaso Teardo

Eccellenza e originalità contraddistinguono il primo semestre 2013 del dipartimento Argenti, Avori, Icone e Oggetti d’Arte Russa, che mantiene ed accresce un mercato eterogeneo e internazionale e conferma, nella diversificazione dell’offerta, la sua propensione eclettica.
Per quanto riguarda gli argenti spicca un’elegante caffettiera romana del XVIII secolo, cesellata dall’orafo Vincenzo Belli, con corpo piriforme a larghe baccellature, piede gratinato, boccaglio con attacco a mascherone e beccuccio ad animale, che partendo da una stima di 10.000 – 15.000 euro ha raggiunto 52.080 euro.
Un importante tankard tedesco del XIX secolo è protagonista del segmento degli avori, a corpo tronco-conico intagliato a scene mitologiche e poggiante su quattro piedini a ricciolo: da una quotazione di 10.000 – 14.000 euro ha totalizzato 26.040 euro. Identico risultato ha conseguito una severa e arcaica icona di scuola veneto-cretese del XVIII secolo, raffigurante la Vergine della Passione.
Nel comparto di oggetti d’arte russa si distinguono una bella zuppiera in argento con presentoire cesellata a San Pietroburgo nel 1808, con motivi floreali e due mascheroni e coperta con cimasa a frutto, che da una stima di 10.000 – 12.000 euro è stata battuta a 24.800 euro.
Infine, di grande fascino, un’acquasantiera in argento dorato, montata su lapislazzulo e raffigurante la Resurrezione dal Sepolcro, realizzata dagli orafi Afinogenow e Kunkin nel 1752. Da una valutazione di 5.000 – 7.000 euro è stata esitata a 13.640 euro.