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Lollo. La donna più bella del mondo

“Le stelle non si lasciano mai, è per questo che sono stelle” recita nel suo struggente delirio Gloria Swanson – alias Norma Desmond – in “Viale del tramonto” capolavoro di Billy Wilder che racconta del cinema, del successo e del tempo che passa inesorabile.

Stella e sex symbol del cinema internazionale, la Lollo è stata insieme a Sophia Loren l’immagine della bellezza italiana tra gli anni Cinquanta e Sessanta.  Come la sua collega-rivale era ambiziosa, determinata e combattiva e straordinariamente bella, un’avvenenza che gli valse il terzo posto a Miss Italia del 1947 dietro Lucia Bosè e Gianna Maria Canale.

Con Fanfan la Tulipe di Christian-Jaque del 1952 (Orso d’argento al Festival di Berlino) diventa celebre in Francia. In Italia la popolarità arriva con Altri tempi di Alessandro Blasetti (1952), nell’episodio Il Processo di Frine con Vittorio De Sica che ritrova l’anno dopo nell’incantevole Pane, amore e fantasia di Luigi Comencini (Orso d’Argento a Berlino) dove interpreta il ruolo della bersagliera conquistando il Nastro d’Argento. La bella popolana povera dal cuore d’oro: Gina Lollobrigida è ormai entrata nell’immaginario collettivo.

Nel 1955 diventa La donna più bella del mondo di Robert Z. Leonard, film biografico (con Vittorio Gassman) sulla vita del soprano Lina Cavalieri.

Grazie alla sua prova (anche come ottima cantante lirica!), Gina vince il David di Donatello alla migliore attrice protagonista, premio che l’Accademia del cinema italiano ha istituito proprio quell’anno. Successivamente recita in: Trapezio di Carol Reed (1956, con Burt Lancaster e Tony Curtis), Il Gobbo di Notre Dame di Jean Delannoy (1956, lei è una splendida Esmeralda, al fianco di Anthony Quinn), Sacro e Profano di John Sturges (1959, al fianco di Frank Sinatra) e Salomone e la Regina di Saba di King Vidor (1959).

Attraverso questi film la Lollo diventò uno dei simboli del cinema italiano nel mondo, segnando – insieme a Sophia Loren – un’epoca e fissando i canoni estetici di quella che ancora oggi viene definita la “maggiorata anni ‘50”, icona di una femminilità prorompente e sensuale. Tra abiti sontuosi e tailleur, gioielli e tacchi a spillo, cappellini e foulard, guanti lunghi fino al gomito e scollature totali, Gina Lollobrigida diventò la diva che tutti volevano corteggiare.

Gli anni ’60 rappresentano la sua consacrazione. Nel 1961, dopo aver girato Va nuda per il mondo di Ranald MacDougall, è protagonista insieme a Rock Hudson e Sandra Dee in Torna a settembre di Robert Mulligan, film che la porta a vincere un Golden Globe come miglior attrice protagonista.

Negli anni Settanta si appassiona alla fotografia e alla scultura con quella curiosità che ha sempre contraddistinto le sue scelte cinematografiche. Celebri i suoi ritratti di Paul Newman, Salvador Dalí, Henry Kissinger, David Cassidy, Audrey Hepburn ed Ella Fitzgerald.

Nella prossima asta di Arredi del 28 maggio saranno presenti 410 lotti ad offerta libera che arredavano la sua amata dimora sull’Appia Antica a Roma, tra i quali una bella selezione di gioielli (lotti 1 – 22), premi e onorificenze (lotti 302 – 308 e 315 – 324) e memorabilia tanto amate dal collezionismo cinematografiche, come l’orologio digitale regalatogli agli inizi degli anni ’70 da Fidel Castro (lotto 23), la coppia di spade utilizzate in una scena del film “La Donna più bella del Mondo” (lotto 314) , la lettera di Bill Clinton in occasione del 55° ballo dei Boys Towns of Italy del 14 aprile 2000 (lotto 315).

Segno di un successo immortale la stella della “Hollywood Walk of Fame” conferita alla Lollo il 1 febbraio 2018 (lotto 322) e le prestigiose onorificenze di “Officier de L’Ordre des Arts et Des Lettere” e “Onore National de la Lègion d’Honneur” conferite rispettivamente nel 1985 e nel 1992 (lotto 308).

Spiccano, infine, il Golden Globe del 1961 per Torna a settembre (lotto 304), i Nastri d’Argento del 1954 come migliore attrice protagonista per “Pane Amore e Fantasia”, del 1963 per “Venere Imperiale” e il Premio alla Carriera nel 2022 (lotto 306) e il David del Cinquantenario nel 2006 che premiava i più prestigiosi rappresentanti delle principali categorie della storia del cinema italiano (lotto 323).