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La gioia delle gioie

Travolti da una cascata di brillanti. Giocosi e lucenti come la freschezza dei vent’anni, appaganti come una carezza, intriganti come una piccola stanza delle meraviglie che si rinnova ogni giorno con l’amore di uno sguardo. Una dolce ossessione che solletica il desiderio di possedere diamanti sciolti di varie carature, anelli e orecchini di Bulgari in oro e pietre di colore, ma anche in madreperla, con perle coltivate e diamanti; il bracciale Love di Cartier, che Aldo Cipullo realizzò nel 1969 come moderna cintura di castità, spesso disillusa, come quei nove posseduti ad un ricevimento da una gaudente cortigiana, che con divertita leggerezza così si giustificava: “Senti, tesoro. Ho avuto diversi amanti nel corso del tempo, e ognuno di loro mi ha donato un bracciale Love. Per me, questi nove bracciali sono come le tacche sul calcio della pistola!”. Ed infine due incantevoli ‘Uccellini del Paradiso’ in platino e diamanti, realizzati con soave eleganza nel 1920 dal gioielliere genovese Filippo Chiappe, ad omaggiare la grazia e il corpo di una e infinite donne, virtù che per lo scrittore François de La Rochefoucauld sono “ciò che il buon senso è per la mente”.