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La cartomanzia ossia tarocchi egiziani. Quando l’esoterismo diviene divinazione

Straordinario manoscritto di argomento esoterico, di nobile provenienza maltese, interamente dedicato allo studio dei tarocchi in relazione ai segni zodiacali, alla classificazione delle carte in sei serie, alle loro possibili combinazioni, al valore simbolico e mistico dei numeri e, più in generale, all’interpretazione delle carte sia in posizione diritta sia inversa.

Il nome del committente e proprietario, il cavaliere P(aolo?) de Bonici dei marchesi di Mompalao, sembra riconducibile all’omonima famiglia nobile maltese; verosimilmente residente in Egitto durante il periodo del Sultanato, egli appare profondamente interessato allo studio dei tarocchi egiziani, probabilmente anche in ambienti prossimi alla massoneria locale.

Il manoscritto si articola in più sezioni. Una prima parte iconografica, riferibile con ogni probabilità agli anni del sultanato di Hussein Kamel (ca. 1914), presenta numerose immagini corredate da didascalie e appunti che rivelano la natura di quaderno di studio personale, frutto di ricerche e annotazioni protratte nel tempo; vi sono registrati anche i significati divinatori elaborati dall’autore sulla base della propria esperienza diretta con le carte.

Seguono prefazione, introduzione, discorso preliminare e avvertenza, nei quali l’autore riconduce l’origine dei tarocchi alla tradizione di Thot secondo l’impostazione proposta da Etteilla nel 1870, precisando tuttavia di offrirne una versione “modernizzata con spiegazioni chiare ed estese”. Con lo pseudonimo Etteilla è noto Jean-Baptiste Alliette (1738-1791), l’occultista francese che per primo diffuse presso un pubblico ampio la divinazione tramite i tarocchi e che elaborò le celebri corrispondenze tra carte, astrologia, quattro elementi e quattro umori, pubblicando inoltre un mazzo appositamente concepito per uso occultistico.

Ampio spazio è poi dedicato ai metodi di lettura: ciascuno è illustrato da tavole di soggetto egiziano e corredato da spiegazioni testuali sulle disposizioni delle carte e sulle modalità interpretative. Sei tavole sistematiche riassumono inoltre corrispondenze zodiacali, classificazioni in serie e principali combinazioni simboliche.

Il nucleo centrale dell’opera è costituito dalla descrizione degli Arcani Maggiori e Minori, presentati in 78 doppie illustrazioni: a differenza della tradizione corrente, ogni arcano possiede infatti due immagini, una relativa al lato diritto (D) e una al verso (I). Il valore negativo non deriva quindi dalla carta rovesciata, ma dal lato “inverso”, mentre il significato positivo è associato al lato diritto. Per ciascun Arcano Maggiore sono indicate corrispondenze alfabetiche (celesti, ebraiche, europee e magiche), simboli planetari, interpretazioni simboliche e valenze divinatorie.

L’ordine degli arcani non segue quello dei tarocchi tradizionali, come il Marsiglia, ma la struttura proposta da Etteilla per il cosiddetto tarocco egiziano, con l’ulteriore particolarità delle doppie immagini. L’autore tenta inoltre uno studio sulle combinazioni di numeri mistici emerse nelle letture, rimasto incompiuto a causa dell’enorme quantità di variabili possibili. Ne risulta un manoscritto di ricerca personale, ma di respiro simbolico più ampio, fondato sulla dimensione archetipica degli arcani e senz’altro meritevole di uno studio specifico e approfondito.

Folio (364 x 252 mm), Manoscritto su carta in italiano, complessivamente 294 carte, contenente numerosi disegni e acquerelli, tra cui numerosi motivi e soggetti egiziani e (inserita sciolta) una tavola a doppia pagina intitolata “La spirale del compleanno”. Nelle pagine iniziali compaiono lo stemma del Sultanato d’Egitto e i ritratti del sultano Hussein Kamel I (1914-1917) e di Re Fouad I (1917-1936); di conseguenza, la redazione del libro fu probabilmente iniziata durante il regno di Hussein Kamel e terminata sotto quello di Fouad I. Un’altra tavola raffigura i ritratti dei Viceré d’Egitto da Mohammed Ali Pascià (1811-1848) fino a Muḥammad Tawfīq Pascià (1879-1892). L’autore delle immagini e dei disegni è indicato come lo scriba Hassan Ahmed Ramadan, attivo al Cairo, come appare da un ritratto nelle prime pagine (piccolo foro in una tavola e altri difetti). Legatura in mezza pelle marocchino bruna coeva con monogramma “PBM” al dorso e stemma del Sultanato d’Egitto al piatto superiore (forellini di tarlo).