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Camparisoda Aperitivo futurista

di Marina Mojana

Ottant’anni e non sentirli! Camparisoda nasce nel 1932 e per festeggiarlo la società ha pensato a una mostra di grafiche pubblicitarie originali che ne raccontino la storia, una carrellata di immagini che attraversano tutto il Novecento e portano la firma di geni della comunicazione d’antan, da Fortunato Depero a Franz Marangolo, da Guido Crepax a Franco Scepi. La mostra, in corso fino a dicembre, è allestita nella Galleria Campari di Sesto San Giovanni, sorta dove un tempo c’era il vecchio stabilimento di Davide Campari (1904), ora interamente ristrutturato da Mario Botta per ospitare il quartier generale del Gruppo Campari.

Camparisoda, il primo prodotto italiano a essere venduto predosato e in confezioni monodosi, divenne subito inconfondibile per la forma tronco conica e senza etichetta della sua bottiglietta, nata da un’idea di Fortunato Depero (1892-1960). All’epoca quarantenne, lavorava con la sua Casa d’Arte Futurista, fondata nel 1919 a Rovereto per svolgere le stesse funzioni di un’odierna agenzia di pubblicità; fu lui a mettere a punto, proprio per Davide Campari, l’originale strategia di comunicazione che è ancora oggi di straordinaria attualità. Per Depero, infatti, «l’arte doveva marciare di pari passo all’industria, alla scienza, alla politica, alla moda del tempo, glorificandole». Nel 1932 Davide Campari ordina la produzione della bottiglia alla Vetreria Bordoni e tra il 1932 e il 1936, con le campagne pubblicitaria di Primo Sinopico e di Enrico Sacchetti, Camparisoda è il primo aperitivo a essere raffigurato sulla sabbia del deserto o della riviera Ligure, mentre si rafforza il sodalizio di Depero con la Campari, espressione di un’imprenditoria illuminata che si allea alla genialità futurista. Celebre è lo slogan lanciato da Depero in quegli anni: «Un solo industriale è più utile all’arte moderna ed alla nazione che 100 critici, che 1000 inutili passatisti».

In mostra una quarantina di tecniche miste originali provenienti dall’Archivio Campari, in cui si custodiscono oltre tremila esemplari del XX secolo, tra manifesti pubblicitari, fotografie anni Trenta, tecniche miste e bozzetti. Le opere esposte, in gran parte inedite e firmate da alcuni tra i protagonisti della cartellonistica italiana del Novecento, raccontano i successi del primo pre-mix della storia e illustrano la genesi della celebre bottiglia tronco-conica di Camparisoda, impostasi nell’immaginario degli artisti fino a diventare un’icona senza tempo. La capacità del Camparisoda di stimolare ancora oggi la creatività contemporanea è messa in evidenza da un’opera video presente in mostra: è una animazione grafica delle chine in bianco e nero create da Depero tra il 1928 e il 1931 per il “Numero Unico Futurista Campari”, dove era già presente in nuce la forma triangolare del Camparisoda. Il video, intitolato Dalla forma al’icona, è firmato da Cogitanz, un laboratorio internazionale di giovani interaction designer.

Tra le opere su carta esposte, tutte inedite, anche le prime testimonianze degli anni ‘30 e ‘40 della bottiglietta Camparisoda (22 tra chine e disegni di George Guillermaz, Sto, Giuseppe Cappadonia, Giorio Muggiani, Daniele Fontana), accanto a 24 tecniche miste a colori di Franz Marangolo (1912-1995) e di Guido Crepax (1933-2003), interpreti del messaggio del Camparisoda negli anni ‘60 e ‘70: “l’aperitivo dinamico e vitale per donne sensuali e giovani sportivi”. Chiudono la rassegna 10 opere originali del creativo Franco Scepi, nate dagli spot Camparisoda girati negli anni ‘80 dal noto regista milanese, classe 1941.

La Galleria Campari

Galleria Campari è stata inaugurata il 18 marzo 2010, in occasione del 150mo anniversario del marchio, su progetto di Paolo Maria Fumagalli, Marina Mojana e Armando Peres. Direttore responsabile è Paolo Cavallo, la direzione artistica è affidata a Marina Mojana. La Galleria Campari sorge negli spazi della palazzina liberty risalente al 1904, in via Gramsci a Sesto San Giovanni. L’edificio, allora nato quale primo stabilimento di produzione industriale ad opera di Davide Campari, figlio del fondatore Gaspare, è stato ristrutturato dall’architetto Mario Botta che, con grande capacità compositiva, lo ha inserito nel contesto del nuovo edificio di indiscusso valore architettonico e urbanistico, che ospita dall’aprile 2009 gli headquarters del Gruppo Campari.
Il primo piano della Galleria si divide in tre grandi aree tematiche dedicate a comunicazione, arte e produzione. È possibile trovare una selezione delle campagne pubblicitarie Campari, tra cui il celebre spot di Federico Fellini del 1984, i caroselli dal 1954 fino al 1977 e i video dei Calendari Campari dal 2000 al 2012. In più, una serie di opere su carta esposte nella parte centrale della Galleria. Tra gli autori di maggior interesse: Ugo Mochi, Marcello Dudovich, Primo Sinopico e Leonetto Cappiello.

Il secondo piano della Galleria porta il visitatore in uno spazio dedicato alla storia del prodotto e si articola in una serie di stanze delle meraviglie dalle quali uscirà stupito e divertito. La narrazione si sviluppa lungo cinque ambienti dove il visitatore si perde nel tempo e nello spazio del mondo Campari.
Galleria Campari è aperta al pubblico nelle giornate di martedì, giovedì, venerdì e il primo sabato di ogni mese dalle 14.00 alle 18.30. A disposizione degli ospiti anche un Gift&Book Shop nel quale si possono acquistare immagini artistiche e memorabilia Campari. L’ingresso è gratuito. Ulteriori informazioni per prenotare visite guidate, sia per gruppi che in lingua inglese, sono disponibili sul sito www.campari.com.