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BIG. L’ARTE AL SICURO

BIG BROKER INSURANCE GROUP / Gabriele Ciaccio

Assicurare un’opera d’arte e tutti gli oggetti del comparto luxury, è un segmento del mercato assicurativo estremamente selettivo. Cosa rende unica l’esperienza di Big Broker Insurance Group in questo campo?
Big ha diverse specializzazioni, certamente quella più importante e nota anche nel settore è quella legata all’arte, ma non ci siamo mai limitati solo a quello, infatti specialmente mio padre è da sempre che si occupa di coperture per aziende e industrie che spesso arrivano come indotto anche dal mondo dell’arte e dei collezionisti. Grazie a uno staff e una divisione Corporate specifica e ad accordi con primarie compagnie nazionali ed internazionali siamo in grado di rispondere alle più varie esigenze delle aziende, piccole, medie o grandi che siano.
Negli ultimi anni abbiamo anche sviluppato competenze specifiche sui rischi speciali, che per noi sono supercar, auto d’epoca, yacht, aerei, dimore di pregio o storiche, gioielli, orologi, e su questi specifici rischi sono io il referente che con il mio staff abbiamo sviluppato dei prodotti specifici e innovativi in particolare con il mercato inglese dei Lloyd’s.

La passione per l’arte è una tradizione di famiglia?
Amo profondamente tutte le forme d’arte, dalla pittura alla fotografia, dal cinema alla musica, e fin da piccolo sono cresciuto in mezzo alle opere d’arte; mia nonna Carmen Grassi Ciaccio, con cui passavo molto tempo, era una delle maggiori mercanti d’arte antica italiane dagli anni ‘60 agli anni ‘90 del secolo scorso, e in casa sua sono passati i maggiori storici dell’arte italiani (Federico Zeri era uno dei tanti habitué), e i più importanti collezionisti. In quegli spazi così familiari, verdere arrivare una veduta veneziana di Canaletto e Guardi o una natura morta di Evaristo Baschenis era un’evento assolutamente normale.
Lo zio Roberto – mancato nel 2014 – è stato un grande e importante artista contemporaneo, con esposizioni personali presso sedi prestigiose come Palazzo Reale a Milano e opere presenti in musei come il MOMA di New York, Kupferstichkabinett di Berlino, Gallerie d’Italia a Milano o il Museo d’Arte di Tel Aviv.
Infine, mio padre Massimo ha da sempre amato, studiato e collezionato opere d’arte, sia moderne che antiche, e questo lo ha portato a metà anni Novanta ad unire quella che era una passione al proprio lavoro, iniziando a proporre coperture per opere d’arte, in formule che il mercato assicurativo italiano non era ancora in grado di offrire.
Cosa vi rende uno dei principali player italiani di questo settore?
Certamente i nostri clienti (o potenziali tali) ci hanno sempre visto come degli amici di famiglia e meno come dei “venditori di polizze”. Tale rapporto di fiducia poi si è sempre consolidato con una gestione tailor made, attenta, veloce e soprattutto sempre nell’interesse del cliente.
Abbiamo sempre cercato inoltre di “coccolare” i nostri clienti con inviti a mostre e importanti eventi in esclusiva da noi interamente realizzati, come per esempio le cene presso gli Uffizi di Firenze, presso il polo di Brera a Milano, alla Galleria Estense di Modena, al Poldi Pezzoli di Milano e molti altri. La forza della tradizione di ciò che abbiamo gestito negli anni è sicuramente uno dei migliori biglietti da visita.

Nella vostra lunga esperienza esiste una copertura indimenticabile?
Ce ne sono state sicuramente molte che ricordo per le più diverse motivazioni, una che mi è particolarmente cara è stata la copertura di tre opere di Caravaggio che la Galleria Borghese di Roma ha prestato al Getty Museum di Los Angeles per una mostra incentrata proprio su queste tre opere. In quel caso abbiamo raggiunto un’importo di svariate centinaia di milioni di euro, e inoltre durante l’esposizione c’è stato un enorme incendio sulla collina adiacente al museo che è durato alcuni giorni che ci ha tenuto tutti con il fiato sospeso sia per l’integrità di quei capolavori, sia per l’eventuale copertura milionaria che avremmo dovuto sostenere. Sicuramente un ricordo indelebile.

Quali consigli darebbe ad un collezionista che vuole assicurare modo adeguato le proprie opere?
Sul mercato assicurativo si possono trovare svariati prodotti, alcuni più completi, altri decisamente meno.
Sicuramente consiglio di affidarsi ad un broker, che per codice deontologico deve fare l’interesse del cliente, ed è una figura che nel campo assicurativo è comparabile all’avvocato nel giuridico o al commercialista nel tributario.
È certamente preferibile un intermediario che lavori nel settore dell’arte, in quanto l’esperienza è importante sia per proporre un prodotto adeguato che per gestire al meglio eventuali sinistri. Fondamentale poi è nel testo contrattuale che si va a sottoscrivere, ci siano delle esclusioni che è meglio evitare e molte clausole dedicate all’arte che si trovano solo in certi contratti.
La formula migliore è quella “all risks”, che copre quindi tutti i rischi, oltre a questo dovrebbero essere previsti sempre la colpa grave dell’assicurato, le rotture accidentali, i danni catastrofali (terremoti, alluvioni, etc) e il furto con destrezza. Le opere vanno assicurate a “stima accettata” da parte della compagnia per non incorrere in spiacevoli discussioni sul valore in caso di danno. È importante inoltre tenere una documentazione fotografica, la storia delle provenienze e le perizie delle opere, soprattutto per i “pezzi” più importanti.

Oltre l’arte di quali rischi vi occupate?
Certamente, non potevamo non considerarli anche grazie alle potenzialità dell’indotto derivante dal mondo dell’arte, infatti abbiamo sviluppato competenze specifiche, sia interne che esterne, grazie ad alcune importanti collaborazioni per coperture assicurative dedicate ad imprese, come industrie o ditte di costruzione per esempio. L’approccio a certe realtà avviene in primo luogo con una analisi del rischio professionale fatta da persone con una grande esperienza e dedicate al risk management e successivamente viene costruita una proposta “tailor made” con il supporto di primarie compagnie italiane o internazionali. Ci siamo resi conto in questi anni che molte aziende si trascinano dietro contratti ormai obsoleti o insufficienti per le esigenze attuali, spesso non tengono conto delle evoluzioni legislative e normative o dell’aumento del rischio reale in base all’attività, invece è molto importante essere aggiornati e fare regolarmente delle revisioni e un remarketing puntuale sul portafoglio assicurativo di ogni cliente.

Gabriele Ciaccio, è socio fondatore insieme al padre Massimo di BIG Broker Insurance Group e in qualità di Executive Manager e Responsabile della divisione CiaccioArte è specializzato da più di vent’anni anni in coperture assicurative per opere d’arte e special risks, con delega di sottoscrizione di rischi in Italia per conto del più antico e famoso mercato assicurativo del mondo, i Lloyd’s di Londra.

BIG è l’intermediario ufficiale della Federazione Italiana Mercanti d’Arte e dell’Associazione Antiquari d’Italia ed è punto di riferimento di molti fra i più importanti galleristi e collezionisti italiani, oltre ad essere partner di svariati musei, case d’asta, fondazioni, fiere e sponsor di decine di mostre culturali ogni anno.