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Self portrait of Vittorio Emanuele III

Dopo i tragici avvenimenti del 29 luglio 1900 che portarono il Principe di Napoli al trono, gli organi competenti del ministero del Tesoro impartirono tutte le disposizioni utili all’allestimento delle monete con l’effigie del nuovo re: Vittorio Emanuele III. Per il giovane re, già riconosciuto appassionato di numismatica, il momento di approntare le sue monete dovette rappresentare un avvenimento molto speciale. Egli volle staccarsi dal solito modello testa di profilo e stemma coronato e già nel novembre 1900 chiamò l’allora capo incisore della zecca di Roma, Filippo Speranza, per discutere delle sue idee e dare un’impronta personale alla propria monetazione. L’anziano incisore e scultore, ottimo tecnico del bulino secondo i metodi artigianali del tempo, insediato nella zecca romana già nel 1869 da Pio IX, curò la realizzazione artistica di tutte le monete dei due predecessori di Vittorio Emanuele. Dopo molti contrasti e discussioni si arrivò all’approvazione del modello definitivo da usare per lo scudo da 5 lire.
Vittorio Emanuele ne scrive a Egidio Osio, suo educatore nonché “padre numismatico”, in una lettera del 9 marzo 1901 alla quale allega un esemplare in dono. “Secondo la promessa qui unito Le invio uno scudo colla mia effigie, ne ho avuto ieri i primi esemplari. Questo scudo sarà fra breve raro poiché non se ne batteranno che ben pochi, visto che gli scudi vanno ancora in Francia come oro; si è battuto lo scudo per avere il conio di diametro maggiore; gli altri conii si ottengono meccanicamente con una macchina da copiare. Seguiranno tra breve le £ 2, e la Lira e le £ 20. L’incisione del £5 mi sembra buona e spero che le piacerà l’aquila Savoiarda che io ho stesso ho fatto disegnare.”
Nella prossima asta che si terrà a Genova il 16 maggio, verranno messe all’incanto una serie di esemplari del 2 lire aquila sabauda, tra cui tre anni molto rari: 1901, 1903 e 1904. Secondo documenti di zecca nel 1901 la tiratura fu di 72.467 esemplari, mentre per il 1903 fu di soli 53.622. Di queste, molte furono ritirate nel periodo 1917/1918 e poi fuse per la coniazione di altre emissioni successive.