Una ricca selezione di lotti che rappresentano il meglio dell’arredo e del disegn industriale italiano e internazionale del XX secolo. 

La stagione primaverile di Wannenes riparte sotto il segno del Design con un doppio appuntamento fissato per il 21 e 22 maggio.
Nel primo catalogo dedicato al design italiano e internazionale spicca una straordinaria lampada da soffitto in metallo dipinto, perspex e ottone di Ettore Sottsass realizzata per Arredoluce nel 1957 (lotto 274, stima 20.000 – 30.000 euro), dove il designer imita stilizzandola la forma di una balena.
Le lampade in metallo e perspex progettate da Sottsass per Arredoluce nascono successivamente al suo viaggio negli Stati Uniti dal 1956, dove affina la sua ricerca presso lo studio di George Nelson, un’esperienza importante che lo porta a conoscere, senza demonizzare, la cultura industriale: “Erano anni in cui cercavo di sottrarre il design alla funzionalità; il limite del design è di frequente un’idea primitiva di ciò che è funzionale”.
Sempre di Sottsass, un’essenziale specchio per Santambrogio & De Berti del 1958 con finiture in ottone e metallo smaltato e cristallo molato stimato 3.000 – 5.000 euro (lotto 244).
Altro esempio del proficuo rapporto tra design e azienda è quello che legò Gio Ponti alla Richard Ginori dal 1923 al 1938, e proprio del 1925 è la splendida coppa della serie “Le mie donne” (lotto 24bis stima 4.000 – 6.000 euro).
Del designer milanese si segnala inoltre, un tavolo di produzione Casa & Giardino, in metallo smaltato e vetro temperato marchiato Vitrex del 1948 (lotto 131, stima 2.600 – 3.000 euro), una scrivania per l’amministrazione provinciale di Forlì in legno di faggio, linoleum colorato e ottone del 1950 (lotto 152, stima 3.000 – 5.000 euro) e sei sedie mod. 111 di Cassina degli anni ’50 in legno di noce tinto e tessuto imbottito (lotto 250, stima 3.500 – 4.500 euro).
Di Max Ingrand, maestro vetraio e decoratore francese, è invece la lampada da terra ad altezza variabile mod. 2203 prodotta da Fontana Arte negli anni ’60, in ottone nichelato scuro e vetro stampato (lotto 269, stima 3.000 – 4.000 euro).
Gusto orientale per un mobile bar di Tommi Parzinger in legno di noce e di acero, laminato e metallo dorato (lotto 103, stima 4.000 – 6.000 euro); eleganti nella loro essenzialità razionalista una coppia di poltrone di Cova del 1935 circa, in tubolare metallico ramato e tessuto imbottito (lotto 25, stima 2.000 – 2.400 euro): spaziale una lampada a sospensione di Stilnovo degli anni ’50 in ottone brunito (lotto 203, stima 1.200 – 1.500 euro), e futuribile una chaise longue attribuita a Luigi Colani in fibra di vetro verniciata degli anni ’70 (lotto 337, stima 600 – 800).
Originale un divano modulare mod. Camaleonda di produzione C&B del 1971, firmato da Mario Bellini (lotto 384, stima 5.000 – 7.000 euro), e dello stesso modello, due sedute del 1970 circa (lotto 386, stima 2.000 – 3.000 euro).
Di Angelo Mangiarotti infine, due tavoli: il primo mod. 302 per Bernin/Fonderia Battaglia del 1963 circa, in bronzo cromato e marmo fior di pesco partirà da una quotazione di 3.500 – 4.500 euro (lotto 402), e il secondo in marmo nero marquinia e cristallo molato di Skipper del 1970 circa sarà esitato con una stima iniziale di 1.500 – 1.800 euro (lotto 394).
Per quanto riguarda l’ampia sezione dedicata allo “Stile Italiano” è importante segnalare una coppia di poltrone con seduta armonica firmate GMC, anni ’50 in legno di faggio tinto e tessuto imbottito (lotto 521, stima 1.500 – 2.000 euro), sei sedie di Ludwig Mies Van Der Rohe in tubolare metallico cromato, canna d’india intrecciata, anni ’70 (lotto 558, stima 450 – 650 euro), e l’iconica lampada da tavolo mod. Telegono di Vico Magistretti (Milano 1920 – 2006) per Artemide del 1968 circa in perspex colorato (lotto 566, stima 200 – 500 euro).