La cornice è una delle più suggestive in città, a Milano. Si tratta del complesso deiFrigoriferi Milanesi dove abita il caveau per eccellenza, OPEN CARE, lo spazio inviolabile dove sono custoditi i beni dei collezionisti.

In questo contesto modernissimo, anche se ricco di storia (ci si produceva il ghiaccio per tutta la città che veniva distribuito giornalmente), inaugura questa settimana FM, Centro per l’arte contemporanea.

Spazio di ricerca, centro espositivo e di restauro promette di diventare protagonista nei pellegrinaggi degli art lovers meneghini. Al suo interno troverete una grande area espositiva dedicata a collezioni italiane e internazionali, uno spazio temporaneo per le gallerie d’arte contemporanea e un’innovativa formula di deposito visitabile per i collezionisti che desiderano rendere accessibili al pubblico le loro collezioni. Inoltre un programma di residenze per artisti e cicli di proiezioni e di incontri dedicati al collezionismo e all’arte contemporanea.

Via Piranesi cerca insomma di fare quello che non è riuscito alla decentrata zona Lambrate, che dopo un avvio promettente ha perso per strada l’appeal iniziale. La metropolitana blu (i cantieri dovrebbero essere consegnati entro qualche anno) potrà essere d’aiuto.

L’inaugurazione di FM è giovedì 7 aprile in Via Piranesi 10.

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Il direttore artistico sarà Marco Scotini, coadiuvato da un board internazionale di esperti che include Vasif Kortun (direttore, SALT, Istanbul), Grazia Quaroni (Senior Curator / Head of Collections, Fondation Cartier pour l’art contemporain, Paris), Charles Esche(direttore, Van Abbemuseum, Eindhoven), Hou Hanru (direttore artistico, MAXXI, Roma),Enea Righi (collezionista, Bologna).

La prima mostra in programma è L’Inarchiviabile/The Unarchivable (8 aprile-15 giugno 2016), curata da Marco Scotini in collaborazione con Lorenzo Paini. Una ricognizione della scena artistica italiana degli anni ‘70, decennio di grande produttività in cui la cultura “eccede” al di fuori del campo dell’estetica, sconfinando in linguaggi che resistono alla catalogazione e in pratiche effimere e azioni legate alla performatività sociale e basate sulla temporalità.

200 opere di 60 artisti – tra cui Vincenzo Agnetti, Carla Accardi, Alighiero Boetti, Gianfranco Baruchello,Gianni Colombo, Dadamaino, Piero Gilardi, Paolo Icaro, Jannis Kounellis, Ketty La Rocca, Fabio Mauri, Ugo Mulas, Michelangelo Pistoletto, Vettor Pisani, Franco Vaccari, Gilberto Zorio – provenienti dalle maggiori collezioni private italiane, tra cui Collezione La Gaia, Collezione E. Righi, Collezione Maramotti, Collezione Consolandi, Collezione Setari, Collezione Viliani.