Alzi la mano chi conosce il Conte De Dion, adesso alzi la mano chi conosce Lewis Hamilton. Ecco questa è la storia, di come l’automobile e le corse che con essa si sono svolte negli anni abbiano reso più o meno celebre un uomo.
Fin dagli albori dell’automobilismo mondiale (Germania 1886) fu subito chiaro che quel mezzo progettato e costruito per permettere ad un essere umano di muoversi (senza l’ausilio della trazione animale) da un punto A ad un punto B nel più breve tempo possibile o sulla massima distanza possibile, era molto di più che un semplice mezzo per arrivare ad un fine. Infatti dopo pochissimi anni si cominciarono ad organizzare (soprattutto in Francia) le primissime gare di automobili. In principio queste gare (la prima fu più che altro una promenade in solitaria) non furono capite, ma dopo poco tempo moltissimi uomini in mezza Europa furono investiti da una violenta passione incurabile “la gara in automobile”. Ecco quella era l’alba del Motorsport, disciplina che avrebbe coniugato gli elementi tecnologici delle auto con la competizione insita in molti esseri umani. Da quel momento in poi il mondo intero avrebbe conosciuto le gesta eroiche dei grandissimi piloti di auto come: Tazio Nuvolari, Juan Manuel Fangio, Alberto Ascari, Sterling Moss, Gilles Villeneuve, Ayrton Senna, Michael Schumacher e appunto Lewis Hamilton.
Ma a questo punto la vera domanda è: e tutti gli altri? Tutti coloro che per molteplici motivi (mancanza di talento, mancanza di denaro, impossibilità fisiche, impossibilità di vario tipo) non erano riusciti a diventare dei piloti da corsa, ma che avevano una passione sfrenata ed incontrollabile per le automobili da corsa?
A costoro negli anni è stato riservato il titolo di “Gentlemen Drivers” per i più dotati di talento e di “Pilota della Domenica” per i meno dotati. Ma chi sono questi Gentlemen Drivers (o Piloti della Domenica) in realtà?
Semplice: un esercito di appassionati votato all’adorazione del Dio “Motorsport” pronti a fare inenarrabili sacrifici, (svegliarsi in piena notte per seguire una corsa alla tv, spendere fino all’ultimo centesimo per acquistare l’auto dei propri sogni, affrontare lunghe, costose ed estenuanti trasferte pur di seguire i propri idoli in giro per il mondo) molto spesso trascurando parti del resto della propria vita sociale e/o lavorativa pur di dare libero sfogo alla propria passione.
Tutta questa passione e ciò che ne conseguì non sfuggì di certo alle case costruttrici di automobili che cercarono in tutti i modi possibili di incanalare tutta questa passione a proprio vantaggio con il fine ultimo di massimizzare i rispettivi utili. Ed ecco l’inizio di un walzer di campagne pubblicitarie volte a trasferire i successi maturati durante i week-end di gara, sulle vendite delle auto di grande produzione durante i giorni della settimana, al grido di “Vinci la Domenica, Vendi il lunedì”. Questa strategia di marketing ottenne negli anni mirabolanti risultati in termini di vendite, ma con il passare del tempo gli stessi appassionati che compravano il Lunedì cominciarono a chiedere a gran voce modelli sempre più performanti e sempre più vicini alle auto corsa che sognavano. Queste continue richieste non rimasero inascoltate a lungo, e fu così che le case costruttrici cominciarono ad immettere sul mercato modelli all’apparenza simili alle normali berline o familiari fino ad allora prodotte, ma arricchite con soluzioni tecniche sempre più derivate dal mondo delle corse. In questo contesto possiamo riscontrare la nascita di modelli che hanno di fatto contribuito in maniera significativa alla storia dell’automobilismo moderno. Auto come, la Lancia Thema 8:32, la BMW M5, l’Audi RS6 o le Mercedes AMG, tutte auto con un’anima estremamente sportiva spesso mitigata da un abito più consono ad un utilizzo più poliedrico e meno specifico.
Proprio La Mercedes attraverso il suo famoso atelier di auto da corsa la AMG, acronimo di “Aufrecht, Melcher, Grossaspach”, cominciò fin dagli inizi degli anni 90 a produrre modelli su base delle normali berline o familiari prodotte negli stabilimenti Daimler – Benz, ma rivoluzionandoli in molti degli aspetti tecnici come: le sospensioni, gli interni, ma soprattutto nel motore che veniva riprogettato in molti elementi, incrementandone le prestazioni in maniera significativa. Le auto che uscivano dagli stabilimenti Mercedes – AMG di Affalterbach erano bramate da moltissimi appassionati che in loro riconoscevano il perfetto trade-union tra l’utilizzo giornaliero dell’auto e la possibilità di essere piloti per un giorno, anche guidando una station wagon.
Negli anni a seguire molte auto uscirono dagli stabilimenti AMG, ma quello che in pochissimi sanno è che la Mercedes – AMG riservava ad alcuni fortunati ed esclusivissimi clienti la possibilità di poter acquistare dei rarissimi esemplari, ancora più sportivi, prestazionali ed esclusivi delle “normali” AMG.
Uno dei manifesti più grandi della volontà da parte di Daimler nel voler creare auto iper-performanti (le normali AMG erano già molto performanti) fu la Mercedes C55 AMG Performarce Pack, un’auto concepita con lo scopo di portare il marchio Mercedes – AMG sulle piste di Formula 1, non con una linea da corsa ma bensì con una silhouette da Station Wagon, ecco la vera sfida per i tecnici tedeschi. La FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) sposò con entusiasmo questo progetto, commissionando alla AMG ben 3 esemplari di Mercedes C55 AMG Performarce Pack, da utilizzare ogni week end di gara come Medical Car su tutti i circuiti del campionato mondiale di F1.
La FIA fece alla Mercedes delle specifiche richieste affinché l’auto fosse molto veloce, estremamente performante, e sicura nella guida. I tecnici AMG capirono benissimo l’importanza di tali richieste soprattutto considerando il ruolo che avrebbe svolto la Medical Car, (ancora oggi costituisce il primo soccorso sanitario che viene prestato ai piloti durante le prove e la gara) e che un’auto con prestazioni eccezionali avrebbe potuto rappresentare lo sparti acque tra il salvare una vita e il non farlo (basta chiedere a Romain Grosjean). Per gli ingegneri Tedeschi non fu facile trovare delle soluzioni che garantissero un tale miglioramento in tutti i settori (velocità, frenata, stabilità, comfort di marcia, ecc…), ma grazie all’introduzione di alcune brillanti soluzioni tecniche di assoluto rilievo riuscirono nell’impresa. L’auto fu infatti dotata di un’unità propulsiva V8 rivista in molti componenti con un Upgrade di potenza complessiva fino a 410cv (invece dei 365), gli scarichi furono realizzati su misura, con i collettori separati e saldati a mano e fasciati uno ad uno , il limitatore di velocità venne incrementato fino a 280km/h (invece dei 250km/h), venne installato un differenziale autobloccante AMG, ed in fine vennero montati dei cerchi da 19 scomponibili e dedicati per armonizzarsi con lo spoiler anteriore dedicato con prese d’aria maggiorate. Ma non fini lì, per contenere tutta la potenza del motore l’auto venne preparata con un assetto chiamato “Nurburgring”, la particolarità di questo assetto prevedeva lo spostamento della batteria nel vano posteriore al fine di meglio ridistribuire il peso del veicolo, e dulcis in fundo, vennero montati dei dischi freno maggiorati e baffati, pinze freno a 6 pistoncini, in luogo dei 4 pistoncini montato sulle versioni C55 AMG “Normali”, tutto questo garantì alla C55 AMG Performance Pack di svolgere il suo ruolo di Medical Car per tantissimo tempo ed in maniera esemplare.
I vertici Mercedes – AMG furono talmente contenti del risultato ottenuto che decisero in grande segreto di realizzarne altri 6 esemplari di Mercedes C55 AMG Performarce Pack (in tutto sono 9). Di questi magnifici 6 ulteriori esemplari 3 furono destinati ai circuiti da gara come “TAXI RING” e solo le ultime 3 furono omologate per un uso stradale. Queste ultimi tre rarissimi esemplari furono venduti a tre esclusivissimi clienti Mercedes -AMG.
Per nostra fortuna diversi anni fa un gentiluomo italiano è riuscito ad acquistare uno di questi tre fantastici esemplari prodotti per l’uso stradale. Dopo averlo custodito gelosamente per anni nel proprio garage, quest’anno il proprietario ha decido di mettere in asta questo pezzo di storia automobilistica e capolavoro di ingegneria e tecnica teutonica, presso la prestigiosa casa d’aste Wannenes, che alla kermesse internazionale “MilanoAutoclassica” batterà una straordinaria selezione di 39 lotti suddivisi in, automobilia Ferrari, motociclette (MV Augusta, Ducati, Honda), e auto di grande livello tra cui la splendida Mercedes C55 AMG Performarce Pack.