Ci sono molti galleristi che hanno avuto successo seguendo prestigiose tradizioni familiari, altri che hanno fatto business principalmente con il mercato secondario (acquistando e rivendendo opere già apprezzate), e poi ci sono i visionari, i demiurghi.
Quelli che il mondo dell’arte lo vivono, e lo cambiano.
Il primo nome che salta in mente è ovviamente quello del principe dei galleristi italiani del ‘900, Leo Castelli, colui che ha letteralmente inventato la pop art in America nei ruggenti anni ‘60.

Ma negli ultimi 20 anni, chi c’è stato? Chi si è impegnato a ridefinire i canoni dell’esperienza artistica?

Come immaginerete, le persone che coniugano un’attività profittevole con la cultura e la sua diffusione si contano sulle dita di una mano.

Oggi vi presentiamo Massimo De Carlo, uno dei massimi galleristi italiani ed internazionali.

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La sua è una storia singolare, che inizia a Milano 30 anni fa.

La prima galleria è stata fondata nel 1987 e sin dall’inizio l’attività si è concentrata su artisti giovani e affermati del panorama internazionale. Alighiero Boetti, Rudolf Stingel, Maurizio Cattelan, John Armleder e Yan Pei Ming.Massimo De Carlo presenta così al pubblico e al mondo dell’arte italiano le voci più interessanti del panorama internazionale dell’arte contemporanea e vice versa promuove l’arte italiana nell’arena globale.
Partecipa alla fiera di Basilea dal 1993, alla fiera di Hong Kong dal suo primo anno di vita e alla fiera di Miami dal 2002. Anche per questa vocazione internazionale, l’80% del fatturato è all’estero.

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Nel 2009 apre uno spazio a Londra, a Mayfair. Accanto alla presentazione e alla promozione degli artisti tradizionalmente rappresentati dalla galleria, lo spazio di Londra ha centrato il suo programma sul lavoro di una nuova generazione di artisti americani.

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È freschissima, del 2016, la notizia dell’apertura di uno spazio anche ad Hong Kong.
Un’espansione a macchia d’olio che segue l’evoluzione e la crescita del mercato nelle sue piazze principali.

Last but not least, in questi giorni inaugura un nuovo hub milanese in centro, proprio a pochi passi da Piazza Duomo, accanto alla casa del Manzoni a Palazzo Belgioioso (lo storico spazio di via Ventura a Lambrate resterà comunque aperto).
In mostra, per non sbagliare, ci sarà uno degli alfieri della galleria: Rudolf Stingel.

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Palazzo Belgioioso – Milano

E ancora, a chi interessa fare un salto all’Hangar Bicocca, oltre alla mostra sull’architettura organizzata dalla Triennale c’è spazio per un altro membro della scuderia De Carlo: Carsten Holler.

In via Ventura è invece il turno di Massimo Bartolini. Artista rigoroso che ricorderete certamente di aver visto passeggiando per Art Basel.

Quella di De Carlo è una ricetta così semplice che quasi non sembra vera: lavorare sodo, lavorare bene. E con buone intuizioni, contatti intelligenti e artisti visionari, questo signore dalla lunga barba è diventato il saggio della tribù dell’arte.

Se volete imparare dai più bravi, passatelo a trovare.