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The Imperial imagination Paul Storr

Nella storia dell’argenteria inglese tra XVIII e XIX secolo, Paul Storr è un protagonista assoluto per quella vivacità espressiva nel modellare la materia, che hanno reso inimitabile il suo stile. Tutti gli oggetti creati dal 1803 insieme a Philip Rundell (1743-1827), uno dei più famosi argentieri dell’epoca, con cui stringe un sodalizio che durerà vent’anni, e poi da 1826 con John Samuel Hunt, esprimono una reazione alla rigorosa purezza del neoclassicismo inglese, attraverso l’uso eclettico di elementi decorativi ed elementi vegetali di gusto rocaille con memorie vagamente rococò che all’inizio dell’Ottocento ben esprimono lo splendore e la potenza dell’impero coloniale britannico.

Nella prossima asta di Argenti, Avori, Icone e Oggetti d’Arte Russa del 15 maggio, verranno presentati quattro lotti di oggetti di Paul Storr, che rappresentano al meglio il suo impareggiabile stile. Il primo è una coppia di candelabri a quattro bracci in argento del 1826, con l’attacco ad elementi zoomorfi, arricchito da volute e conchiglie, e bracci mossi da decorazioni naturalistiche dal peso di oltre venti chilogrammi. Il secondo è costituito da due rinfrescatoi in argento del 1820, a base circolare e corpo svasato, con manici con attacchi a mascherone, il terzo ancora da un rinfrescatoio, del 1831, a forma di secchio con decorazioni a trompe l’öeil e crest di famiglia inciso. Il quarto lotto, infine, è una spettacolare coppia di piatti da parata realizzata per i marchesi di Londonderry, dal diametro di 48 centimetri e dal peso complessivo di oltre sette chili, di forma circolare con bordura a conchiglie ed elementi naturalistici, e placche centrali raffiguranti ‘la Gigantomachia’ e ‘i Niobidi’ in una cornice a figure di cigni tra le piante.