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Sentire la natura delle cose

di A.Gesino

La lezione caravaggesca nella sua travolgente forza evocativa nasce dal principio che la luce, il colore e la forma sono strumenti per cogliere e ‘sentire’ la natura delle cose. Il sacro acquista una dimensione di fenomenologia sentimentale nel momento in cui l’uomo, entità centrale e assoluta della sua ricerca, è governato dalla luce divina.
Il suo passaggio a Napoli, nei primi anni del ‘600, è fondamentale per riscrivere un linguaggio visivo che privilegia l’attenzione alla realtà rispetto all’esuberanza, quasi dionisiaca, della pittura classicista.
Una impostazione questa che si rilette fortemente in tre opere inedite di tre diversi artisti che verranno presentate prossima asta di dipinti antichi del 29 novembre. Databili tra il 1615 e il 1750, sono tele sicuramente emblematiche anche per testimoniare una continuità nella ricerca del vero pur nei mutamenti del clima sociale, economico e culturale.
Nella Maddalena penitente di Giovanni Baglione, databile alla fine del secondo decennio del Seicento, l’eredità caravaggesca si traduce in una accentuazione pietistica che prende forma nell’abile gioco di ombre sul viso, sul teschio e sul volume aperto. L’impianto compositivo, così come il registro cromatico è ridotto all’essenziale, per la volontà dell’artista a riportare ‘al naturale’ la rappresentazione di un sentimento mistico.
Nell’esuberanza realistica della Natura morta di pesci e frutti di mare di Giuseppe Recco databile alla fine del quinto decennio del ‘600, invece, possiamo intravvedere una metafora della transitorietà della vita, della fuggevolezza delle emozioni, della bellezza stessa, tanto immortale quanto fugace.
Nella Coppia di giovani amanti (o Allegoria dell’Amore) di Giuseppe Bonito (opera tanto vicina alla maniera di Gaspare Traversi, da ipotizzarne l’autografia), tela riferibile al 1740-1750, scorgiamo, infine, un romanticismo ante-litteram, che oltrepassando le convezioni sociali, esalta la passione sincera e gratuita, una delle bandiere dell’Età dei Lumi.