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Risorgimento fra colore e passione

L’Unità d’Italia è stato un atto fondativo dello spirito di una nazione fatta di uomini e donne che dopo secoli di dominio feudale, aristocratico e religioso conquistavano il diritto laico di scegliere il proprio destino attraverso un progetto comune. Un evento che è stato giustamente celebrato nel 2011, in occasione del 150° anniversario, per ribadire quei valori fondamentali e sottolineare un senso di appartenenza, di tradizione, di senso della patria, che rende una persona un cittadino.

Giusto un anno dopo quel fondamentale evento storico, ovvero nel 1862, il veneto Luigi Quarena (Venezia 1824-1887) – pittore di storia e di soggetti religiosi, paesaggista di impianto canalettiano di grande fama, e fervente combattente dei moti antiaustriaci del 1848 (a cui dedica dal 1850 una serie di tele che narrano l’epopea della difesa di Venezia) – raffigura con gustoso e disinvolto talento, e indubbia abilità tecnica, la festa per il primo anniversario dell’Unità d’Italia ambientata “dentro” una veduta del Lago Maggiore. L’opera s’impone per l’ampio respiro prospettico e scenografico, brulicante di figure eterogenee per censo – dall’umile all’aristocratico ai soldati – unite da quell’animo fortemente patriottico che era insito nell’opera risorgimentale di Luigi Quarena.

Rimanendo nello spirito ‘unitario’ successivo al settimo decennio è da segnalare un importante nucleo di opere di Massimo Taparelli marchese D’Azeglio – scrittore (suo il romanzo storico Ettore Fieramosca del 1833 ispirato quindi anche in letteratura al famoso protagonista della disfida barlettana), poeta, pittore, appassionato della bella vita e amato dalla dame, tanto che Francesco De Sanctis descrisse la sua attitudine come «un certo amabile folleggiare… pieno di buon umore» – tra cui segnaliamo dei delicati paesaggi e una figura femminile muliebre presente alla Mostra del Ritratto a Firenze nel 1911.