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Riflessi d’ Ottocento

Agli inizi del XIX secolo Giovanni Migliara, nato ad Alessandria nel 1785, è considerato il “Nuovo Newton, il signore della luce, colui che rivaleggia con la natura”. Un talento naturale che si esprime spesso in piccole dimensioni ispirandosi ai vedutisti veneziani. I suoi temi preferiti sono vedute, capricci, conventi e interni di chiese, come quella nel catalogo di Dipinti del XIX secolo, che ‘ferma sulla tela’ la “Navata centrale di Santa Maria presso San Celso” a Milano, chiesa che esprime al meglio il rinascimento lombardo, e vero scrigno di grandi artisti quali Gaudenzio Ferrari, Alessandro Bonvicino detto il Moretto, Giovan Battista Crespi detto il Cerano, Camillo e Giulio Cesare Procaccini, Carlo Francesco Nuvolone, Antonio Campi, Bergognone, Callisto Piazza e tanti altri. L’opera fu esposta all’Esposizione di Belle Arti di Brera nel 1827, insieme a un nucleo di dipinti oggi custoditi nei più importanti musei. La piccola tela si iscrive in una ricca produzione dell’artista dedicata a questo soggetto e avviata fin dal 1817.

Colpisce l’impaginazione prospettica e la scansione luministica con un’unica fonte luminosa, che filtra dalle navate laterali della chiesa avvolta nella penombra. La scena è caratterizzata da numerose figure ritratte con grande realismo e collocate soprattutto nelle zone illuminate. Giovanni Migliara ama dipingere la varietà dei tipi sociali, con fanciulle in abiti vaporosi ed eleganti, con bambini e gentiluomini sobriamente abbigliati.