952 Views |  Like

OLD MASTERS da record

Nel primo semestre 2012 il reparto dei Dipinti Antichi ha fatto registrare risultati da record, che sono il giusto riconoscimento delle regole auree del mercato dell’arte: qualità, provenienza e stato di conservazione, ai quali vorremmo aggiungere studio filologico nella redazione delle schede, equilibrio nel comporre il catalogo che si deve modulare tra opere di valore museale e quelle di piacevolezza decorativa, tanto da rendere il succedersi dei lotti durante l’asta una naturale conseguenza di un fervido lavoro “dietro le quinte” volto a rendere semplice il difficile.
Per rendere tangibile l’apporto fornito dal reparto dei Dipinti Antichi di Wannenes possiamo aggiungere che un nucleo di tavole senesi e toscane tra XIV e XV secolo hanno totalizzato quasi 750.000 euro, una fascia di aggiudicazione che puntando sulla qualità intrinseca delle opere, può rendere il mercato italiano una opportunità selettiva nell’offerta antiquariale internazionale.

Fondi oro del Trecento e Quattrocento che da Giotto a Simone Martini, da Maso di Banco a Sassetta hanno reso famoso l’arte italiana nel mondo attraverso la religiosa attenzione di intellettuali e storici dell’arte come John Ruskin e Bernard Berenson. Scendendo più in dettaglio, una Madonna col Bambino di un pittore senese del Quattrocento, una Crocefissione con la Vergine e San Giovanni dipinta da un’artista fiorentino del Trecento, e sempre eseguita nella feconda Florentia, ma un secolo dopo, una Crocefissione con la Vergine Maria, la Maddalena, San Giovanni Battista, San Giovanni Evangelista e Santi, partiti come unicum con una stima di 30.000 – 45.000 euro hanno raggiunto lo straordinario traguardo di 744.000 euro, vale a dire quasi 25 volte la stima minima e 17 la massima.

Facendo un balzo in avanti di due secoli, e immergendosi nel realismo della pittura napoletana tra il 1630 e il 1650 – ancora osservante del verbo caravaggesco, ma ricettivo a influenze vandyckiane e neo-venete – uno splendido San Sebastiano curato da Sant’Irene di un’artista di cui non conosciamo il nome ma la cui firma scorre tra le prove di Francesco Guarino, Paolo Finoglio e Pietro Novelli, maestri che traducono la verità del Merisi alla finzione del barocco e ponte ideale al ‘caravaggista in ritardo’ Mattia Preti, come lo amava apostrofare Roberto Longhi, da una iniziale stima di 35.000 – 45.000 euro è stata aggiudicata a 204.600 euro (quasi 6 volte la stima minima e oltre 4 la massima).
Infine, La veduta del Golfo di Pozzuoli visto da sopra Bagnoli, con l’isola di Nisida a sinistra, Baia, Bàcoli a destra sul mare, il Capo Miseno e dietro il Monte di Procida in fondo del napoletano Pietro Fabris (attivo a al 1754 al 1804) spettacolare esempio di paesaggio in parte descrittivo e in parte sentimentale.

Questa splendida veduta panoramica, finora sconosciuta – che ritrae un angolo ancora vergine della costiera tirrenica chiamato Campi Flegrei – è risultata fin da subito eccezionale nell’estensione della visuale, del formato, e nel raffinato carattere descrittivo, e ha confermato appieno le attese facendo battere il martelletto a 89.280 euro.

senese

Pittore senese del XV secolo Madonna col Bambino e Santi
Uno di tre
Stima € 30.000 – 45.000 Aggiudicazione € 744.000