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NELLA MENTE DI MICHELANGELO

Il sublime è la cifra per comprendere Michelangelo. La sua arte come scultore, pittore e architetto è sinonimo della summa della cultura visiva occidentale colta al culmine del Rinascimento, movimento artistico e culturale che riteneva possibile una continuità con i valori di equilibrio e di grazia della classicità. Tanto immensa è la sua arte, tanto è inesauribile la sua curiosità di sperimentare attraverso una tormentata quanto infaticabile ricerca espressiva. Il disegno è la germinazione senza filtri del processo creativo, dell’idea platonica di un archetipo che diviene modello, che si sedimenta in maniera travolgente attraverso il rovello di segni grafici, a volte con fogli pieni di figure multiple e studi ravvicinati di anatomia umana preparatori, ad esempio, delle figure che decorano il soffitto della Cappella Sistina, a volte con abbozzi di progetti architettonici celeberrimi come la tomba di Giuliano de Medici nella Sagrestia Nuova in San Lorenzo a Firenze, e la cupola della Basilica di San Pietro a Roma.

Avere la possibilità di poter ammirate più di due dozzine di disegni di uno dei maestri che più hanno influenzato la storia dell’arte, è una occasione rara da non farsi sfuggire andando a vedere la mostra Michelangelo: Mind of the Master, aperta fino al 5 gennaio 2020 al Cleveland Museum of Art. Per la prima volta negli Stati Uniti un gruppo di fogli provenienti dalla straordinaria collezione del Museo Teyler di Haarlem – costituita nel XVIII secolo dalla regina Cristina di Svezia (1626 – 1689) – saranno esposti insieme a quelli conservati stabilente dal museo, e quelli prestati dal J. Paul Getty Museum.