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L’Arte del Vasajo una vendita europea

I risultati della vendita delle importanti maioliche italiane provenienti da una collezione privata dell’ottobre 2011 costituiscono un segnale importante sul futuro del mercato italiano degli oggetti d’arte, e un motivo di grande soddisfazione per il nostro dipartimento. La nostra casa d’aste è stata infatti felice di aver potuto presentare alla vendita un insieme di tale qualità, e di aver potuto così dimostrare come sia possibile, anche nel nostro Paese ed in un periodo tanto turbolento per il mercato italiano e straniero, ottenere risultati lusinghieri assolutamente in linea con quelli del grande mercato internazionale. Preceduta da due previews tenutesi rispettivamente a Londra (nella prestigiosa cornice del Claridge’s) ed a Firenze (a Palazzo Gianfigliazzi, in concomitanza con la Biennale dell’Antiquariato), la vendita è stata illustrata in due cataloghi, destinati a costituire essi stessi, negli anni a venire, un ineludibile testo di rifermento per gli studi sulla maiolica rinascimentale italiana. Andrà sottolineato come questa collezione, raccolta in anni relativamente recenti, sia sempre stata ben nota ai maggiori specialisti del settore, grazie alla nota disponibilità del proprietario nei confronti del mondo degli studi.

I risultati sono stati all’altezza delle aspettative, con 113 lotti venduti per un totale aggiudicato di 1.247.466 euro. E, come era lecito aspettarsi, i top prices hanno riguardato due maioliche straordinarie, i celebri albarelli colossali opera magistrale di Domenico da Venezia o di un artista attivo a Casteldurante: di una qualità talmente sostenuta e di un impatto visivo così forte, con le loro affascinanti figure di animali ed allegorie sul brillante fondo blu, da rivestire indubitabilmente una posizione di primo piano nella storia della maiolica non solo cinquecentesca ed italiana. Oggi più che mai rimane valida l’affermazione di Timothy Wilson quando scriveva che queste due opere vanno considerate …i più spettacolari pezzi di maiolica rinascimentale veneziana… essendo per lo studioso inglese acclarata la loro provenienza lagunare. I due albarelli sono stati battuti in sala fino a 442.800 euro da un collezionista privato. Ma non sono mancati altri risultati eclatanti: 73.800 euro per un grande (37 centimetri) albarello uscito dalle fornaci di Domenico da Venezia.

Decorato a trofei nello stile sontuoso tipico degli anni tra il 1560 ed il 1570, aveva l’ulteriore pregio di recare una data, 156…, stilisticamente perfettamente adeguata. Una altra boccia di ambito veneziano, e probabilmente ascrivibile anch’essa alla bottega di Domenico, sempre decorata a trofei (tra i quali spicca un busto di cavallo dall’espressione di unicorno) ha invece spuntato 61.500 euro. Anche le produzioni non veneziane, molto interessanti, hanno suscitato la dovuta attenzione: e così un bel vaso faentino destinato a contenere la Trifera Magna (composto considerato favorevole alla fecondità femminile) e databile al 1555 circa, ha trovato facilmente un compratore per 39.360 euro.