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La fragile materia della Storia

Delicate nei colori, impalpabili nella sostanza, ma vive testimonianze della storia del gusto nei confortevoli spazi della casa, specchio pubblico e privato di uno stile etico e sociale.

L’asta di porcellane e maioliche europee presenta una bella teiera della manifattura veneziana di Vezzi, decorata a grottesche e databile ai primi degli anni Venti del Settecento: la forma semplice e globulare costituisce lo sfondo ideale per il disinvolto gioco di stile del pittore, forse ispirato da un ornamentista di ambiente tedesco. La complessa decorazione riprende il gusto per il grottesco non raro nella manifattura: qui alle raffaellesche che alternano ghirlande fiorite alle volute ed alle linee spezzate si appoggiano mascheroni frontali e di profilo dominati da copricapi che altro non sono che cesti di fiori, il tutto accompagnato da particolari come la lanterna fumante che pende sotto il versatoio.

Il catalogo presenta ancora tra le maioliche una bella serie di placche di Castelli d’Abruzzo come la placca in maiolica policroma, decorata con episodio mitico in un grande paesaggio architettonico, in antica cornice, della prima metà del XVIII secolo.

Si evidenzia, inoltre, una raccolta milanese delle più interessanti produzioni ceramiche tra la metà del XVIII secolo e l’inizio del successivo, quella pesarese. Eredi di una tradizione gloriosa ed insieme snodo verso gli interessanti risultati delle fornaci marchigiane nell’Ottocento, queste maioliche si impongono per l’abilità consumata nell’uso degli smalti e per la grande qualità della materia, evidente nell’aspetto elegante della vernice. Oggi il panorama della produzione pesarese e marchigiana appare forse ancor meglio definito grazie al ruolo recentemente attribuito alle fornaci di Monte Milone, dove Pesaro resta il centro dell’interesse del collezionista e dominante, soprattutto, appare il suo motivo decorativo più celebre, quella riconoscibilissima rosa che si può a ben diritto considerare una vera e propria marca di fabbrica delle fornaci Casali e Callegari. Si segnalano di questa manifattura una coppia di piatti di servizio in maiolica policroma, ovali e con bordo mosso, decoro ‘alla rosa’, del XIX secolo; e un candeliere in maiolica policroma, con corpo a balaustro e decoro di fiori e farfalle della manifattura di Monte Milone della fine del XVIII secolo.