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Il Barolo Giacomo Conterno Monfortino. Classiche armonie

Il Monfortino, un raro e raffinato Barolo della generazione dei vigneron storici, è di certo il vino più pregiato insieme a pochissimi altri fra i vini italiani, e sarà tra i protagonisti della prossima asta di febbraio di Wine & Spirits, con tre bottiglia Riserva del 1961 di Giacomo Conterno. Esso infatti, racchiude in sè la storia delle Langhe da Barolo e si esprime attraverso la sua rigorosa “classicità” dalla prima annata di produzione sino a quelle attualmente in commercio.
Bere un grande vino come il Monfortino è come bere la storia del Barolo che inizia con Giacomo Conterno, che prima di tutti all’inizio del ‘900 ha creduto nella possibilità di proporsi come produttore di qualità in un contesto che all’epoca era esclusivo appannaggio di venditori di uve e di grandi imbottigliatori.
Il successo planetario dell’azienda Giacomo Conterno è legata in modo indissolubile al valore superiore del Barolo Riserva Monfortino, un vino di un’armonia rigorosa che eleva a mito una storia che si fonda semplicemente sul rispetto della tradizione e sull’ossessiva ricerca della perfezione.
Dal 1978 il Monfortino nasce esclusivamente dai 14 ettari del vigneto Francia di Serralunga, un monopolio aziendale con 11 ettari destinati a Nebbiolo e tre ettari destinati a Barbera.
Ciò che caratterizza il Monfortino è l’eleganza e la raffinatezza piuttosto che la potenza. Il colore “borgogneggia”, essendo di un rosso scarico soprattutto dopo i primi dieci anni di affinamento in bottiglia, specialmente sull’unghia (“on the rim” direbbero i Masters of wine) la quota del vino più sottile quando si inclina il calice contro la luce .
Gli aromi pur trasformandosi durante i lunghi anni in bottiglia, raggiungendo la perfezione (se mai dovesse esistere in un grande vino) non prima dei 15 anni, veleggiano fra note balsamiche ed erbe officinali, alloro timo, verbena. Emerge una salinità salmastra seguita o miscelata lentamente, ad aromi e note floreali che sanno di viola, di rosa passita, e quando giovani anche di ciliegia fresca e matura.
La grandezza di questo vino, così difficile da potere avere, non è nel degustarlo ma nel berlo. Dunque è meglio affogare piuttosto che nuotare con bracciate eleganti ma in superficie.